Definire incredibile il finale della partita del Bernabeu è più che lecito. Così com'è curioso ritrovarci tutti quanti a parlare di un calcio di rigore, quando negli scorsi giorni è tornato d'attualità il famoso caso dello scontro tra Ronaldo (il fenomeno) e Mark Iuliano: caso emblematico e "borderline" tanto quanto quello del contatto tra Benatia e Vazquez.

Fatta la premessa che è più che comprensibile la reazione di Buffon e di tutti gli altri giocatori bianconeri, che ricorda da vicino l'aggressione a Byron Moreno nel mondiale del 2002, ciò che stona è invece il richiamo alla moralità e all'integrità dell'arbitro quando dirigenti e giocatori, spesso e volentieri, si dimenticano completamente del Fair Play e si lasciano andare a dichiarazioni discutibili che generano spesso infinite polemiche e che rischiano di accendere gli animi dei tifosi.

L'abbraccio con Tagliavento

Nelle ore successive alla reazione inaspettata di Gigi Buffon, i social hanno infatti tirato fuori dall'immenso archivio calcistico un episodio che, a distanza di anni, tutti hanno ancora ben in mente: il gol "fantasma" di Sulley Muntari in Milan-Juventus del 25 febbraio 2012. Una rete che le telecamere dimostrarono da convalidare, e che invece finì non soltanto sul telefonino dell'allora amministratore delegato Adriano Galliani, ma anche nel fascicolo dei casi più scabrosi del nostro campionato.

Proprio al termine di quella tanto discussa partita, Massimiliano Allegri fece fatica a non definire falsata la corsa Scudetto prima delle dichiarazioni imbarazzanti dello stesso Buffon: "Non mi sono reso conto del gol di Muntari, ma in ogni caso non avrei aiutato l'arbitro". Arbitro che, per onor di cronaca, era Paolo Tagliavento: lo stesso che il portiere della Juventus abbracciò davanti alle telecamere dopo Juventus-Lazio del gennaio 2017, scatenando le reazioni di molti tifosi non juventini.