L'Inter naufraga a Marassi. E' bastato un gol a fine primo tempo e la vittoria-bluff contro il Torino è stata  subito scoperta. Frank De Boer oramai è sempre più un uomo solo, con in mano una squadra che evidentemente non lo sta più seguendo. I nerazzurri a tratti hanno anche fatto qualcosa di buono (traversa di Brozovic) e occasione d'oro sprecata da Icardi, ma è troppo poco perché si possa pensare che la situazione possa durare ancora a lungo. Così, gli spettri dell'esonero ritornano ingombranti e, questa volta, non c'è alcun turno infrasettimanale a rimandare eventuali decisioni.

L'Inter oramai ci ha abituato: in 90 minuti gioca bene circa 20-30 minuti, il resto è un pericoloso girovagare in mezzo al campo col rischio di imbarcare goleade ad ogni partita. Lo ha detto De Boer, la squadra gioca a tratti poi, inspiegabilmente si spegne. Black out che oramai si ripetono con una costanza impressionante e anche a Marassi, dove l'olandese ha messo in campo il migliore 4-3-3 a propria disposizione e contro una Samp tutt'altro che perfetta, i problemi sono riaffiorati.

E' una questione fisica, ma si sapeva: la preparazione estiva è stata già da tempo indicata come uno dei principali mali di questa squadra, con un tour americano devastante dal punto di vista della programmazione in vista del campionato. Ma è anche una questione mentale perché gli errori che si sono visti in ogni parte del campo evidenziano la mancanza di tranquillità da parte dei giocatori. Che stanno subendo la situazione, incapaci di reagire ed evidentemente stanchi di seguire un tecnico che non piace.

Se tra i migliori c'è anche Marcelo Brozovic, la situazione è ancor più grave. Con le valigie pronte ad agosto, fuori rosa a settembre per screzi con il tecnico, il centrocampista si è rivelato tra i più pimpanti tra i nerazzurri a Genova. Il resto è semplicemente anonimato con i giocatori che hanno provato a mettersi in luce grazie a giocate personali, mai cercando il gioco corale – che manca.

Adesso la situazione passa in mano alla presidenza. Suning deve decidere se riconfermare la fiducia a De Boer, ostinandosi a difendere la propria scelta estiva o accettare di dover dare una scossa a tutto e tutti. Con quale soluzione è difficile a dirsi perché in circolazione, i nomi fatti sono semplicemente di traghettatori e tecnici a tempo. Nessuna valida alternativa all'orizzonte, nessun allenatore di qualità da assoldare e su cui puntare. E forse, proprio quest'assurdo potrebbe trasformarsi nel miglior alleato di De Boer.