Nonostante il pareggio di Roma, che ha permesso alla Lazio e all'Atalanta di aggregarsi al gruppo delle pretendenti al quarto posto, in casa Milan regna il sereno in vista dei prossimi impegni di campionato. A scacciare definitivamente le nubi dal cielo di Milanello, che erano arrivate minacciose nei giorni della fuga di Gonzalo Higuain, ci ha pensato Krzysztof Piatek con i suoi primi tre gol rossoneri. Il giocatore polacco, che sarà ovviamente al centro dell'attacco milanista nel prossimo turno con il Cagliari, ha raccontato tutta la sua felicità per i primi giorni al Milan in un'intervista concessa a Foot Truck.

"Il Milan è un passo avanti per la mia carriera, e quando sono arrivato a Milanello sono rimasto impressionato – ha spiegato Piatek – La sera del debutto con il Napoli ero così concentrato che non sentivo le urla dei tifosi. Quelle le ho sentite prima, quando ero nel tunnel dello spogliatoio e lo speaker annunciava i vari cognomi. Solitamente ho un rito: quando so di giocare dal 1’, allora non tasto il campo prima del riscaldamento. In caso contrario, sono più rilassato e vado a vedere la tribuna. In occasione della mia prima da rossonero, avevo le cuffie alle orecchie. Quando me le sono tolte, ho sentito un grande applauso. Wow, un’emozione incredibile. I tifosi stavano salutando in quel modo un giocatore che non aveva ancora fatto nulla con la maglia della loro squadra del cuore".

La pressione e l'appetito per il gol

I 22 gol fatti in 24 partite sin qui disputate in Italia, hanno inevitabilmente attirato sul bomber ex Cracovia l'attenzione generale: "La pressione me la sono scelta io e mi devo abituare a questa situazione, che sicuramente non cambierà. Cerco di essere sempre la stessa persona e di lavorare come prima. La mia esultanza? Non avevo preparato nulla e ho esultato così dopo il secondo gol, poi ho deciso di non cambiare ed è diventata un mio talismano. La striscia di reti consecutive ha fatto impazzire tutti in Italia".

"Seedorf una volta mi ha chiesto di fare una foto, è stato fantastico – ha concluso l'attaccante rossonero – E' meraviglioso sapere che certi campioni ti riconoscano e vogliano parlare con te. Come Shevchenko, che ho incontrato nello spogliatoio prima della partita col Napoli. Dopo la firma del contratto mi è arrivato anche un messaggio da Alvaro Morata: ha scritto che mi osserva, che mi augura buona fortuna. Anche questo è fantastico. Il mio obiettivo? Dopo il primo allenamento in Italia mi sono detto: se faccio 12 gol in questa stagione, sarò contento. Ma l’appetito vien mangiando e ora non voglio fermarmi".