Non c'è gioia per l'Inter a San Siro alla prima davanti al proprio pubblico, la seconda di campionato. Un solo punto, tra i fischi dei propri tifosi, dopo essere passati in vantaggio 2-0. L'ennesimo passo falso di un avvio imbarazzante per una squadra costruita per dar fastifio a Roma, Napoli e Juventus. 

Dottor Jekyll e Mr Hyde

Il vecchio e il nuovo. L'Inter riparte dal mix preteso da Luciano Spalletti, con una squadra che ha mantenuto il proprio assetto generale ma ha inserito nella struttura cardini inediti, forse ancor più forti e decisivi rispetto al recente passato. In gol contro il Torino dell'ex Mazzarri sono andati Perisic, vecchia conoscenza nerazzurra, e de Vrij, nuovo innesto estivo dalla Lazio. Ma è vana gloria: tutto ciò che di buono sono riusciti a fare in 45 minuti, i nerazzurri lo rovinano nella ripresa.

Nel secondo tempo, infatti, cala il silenzio a San Siro: l'Inter si spegne in 50 minuti e salgono in cattedra Belotti, Meite e il cuore granata che fan tremare i nerazzurri fino alla fine. Una ripresa in cui l'Inter diventa irriconoscibile, con zero tiri in porta e in balia di un Toro che ha trovato in sè le caratteristiche necessarie per tornare da Milano con il petto gonfio di orgoglio.

Pronti, via: solo Inter

I nerazzurri impiegano poco più di mezzora a domare il Toro granata con una formazione che ha visto Icardi unica reale punta in avanti e con Martinez a riposo in panchina. Al 7′ Perisic infila la prima perla di serata da centro area su assist di Mauro Icardi. Al 32′ è il centrale ex Lazio de Vrij a mettere in ghiaccio la partita, di testa, su punizione di Politano (altra novità interista).

Ciò che più piace, al di là di un vantaggio immediato e meritato, è il gioco espresso dai ragazzi di Spalletti che hanno metabolizzato l'"anti-nessuno" polemico dell'allenatore alla vigilia. Colpiti nell'orgoglio, alla prima davanti a San Siro, non hanno voluto fallire l'appuntamento con il primo successo stagionale che in parte lenisce la ferita di Sassuolo.

Merito – o demerito – anche di un Torino che resta a guardare o quasi per 45 minuti non riuscendo mai ad impensierire seriamente la retroguardia interista. Il 3-5-2 granata non riesce a fare adeguata pressione in mediana e l'uscita anticipata dell'ex di turno, Ansaldi, dopo soli 22 minuti di gioco complica i piani di un Mazzarri in netta difficoltà.

Ripresa granata, Toro a cresta alta

Nel secondo tempo, però, tutto si frantuma. L'Inter si perde nell'intervallo e cresce il Torino fino a trovare il pareggio, altrettanto meritato quanto il doppio vantaggio nerazzurro. Ci pensa il solito Belotti, con il Gallo che fa squillare la rimonta al 55′ accorciando le distanze.

I granata ci credono, Mazzarri non cambia modulo nè giocatori e la squadra si ritrova sulle rovine lasciate dall'Inter. Il raddoppio arriva a metà ripresa, grazie a Meite al 68′, gelando San Siro alla prima in nerazzurro. Spalletti stenta a crederci e prova a cambiare in corsa: cambia gli esterni in mediana, Asamoah e Vrsaljko con Dalbert e Keita ma nulla può. Il pari finale sa di sconfitta.