Una sorta di "Armata Brancaleone" del pallone. Facile definire così la rappresentativa della Danimarca scesa in campo contro la Slovacchia, e composta da un mix di calciatori di formazioni di serie semiprofessionistiche e della nazionale di futsal. Una squadra che in quel di Trnava ha perso "solo" 3-0 contro la Slovacchia, riuscendo a limitare i danni grazie all'orgoglio ma che ha riportato l'attenzione sul caos sollevato nel Paese nordeuropeo dal caso relativo allo sciopero del gruppo dei giocatori reduci dagli ottavi di finale degli ultimi Mondiali che ha portato al braccio di ferro con la Federazione.

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La Danimarca in campo contro la Slovacchia con semiprofessionisti e giocatori di futsal

La Danimarca è scesa in campo contro la Slovacchia con una formazione assolutamente stravolta rispetto agli ultimi Mondiali. Una squadra composta non da calciatori professionisti e dai reduci del buon torneo russo culminato nella sconfitta agli ottavi contro la Croazia, ma da giocatori semi-professionisti delle serie inferiori danesi, con un gruppo di nazionali di calcetto. A guidarli non il commissario tecnico Age Hareide, ma John Jensen, ovvero uno dei campioni d'Europa del 1992. Nella sfida in casa della rappresentativa di Hamsik, dunque sono scesi in campo sconosciuti che nella vita di tutti i giorni fanno altro per mantenersi, come per esempio Bannis che lavora nel campo delle assicurazioni. Curioso poi il caso di Rasmus Johansson che vanta anche esperienze come freestyler e youtuber. Mossi dall'orgoglio di rappresentare a sorpresa il proprio Paese i danesi hanno limitato i danni perdendo solo 3-0 ed evitando dunque il rischio di un'imbarcata.

Perché i calciatori professionisti della nazionale danese hanno scioperato

Come si è arrivati a questa situazione e perché i calciatori professionisti della nazionale della Danimarca non hanno giocato? Tutto è nato da un contenzioso legato ai contratti di sponsorizzazione con il gruppo allenato da Age Hareide che ha alzato la voce per il presunto mancato rispetto degli accordi commerciali da parte della Federcalcio danese. Ecco allora il muro contro muro su una questione che riguarda soprattutto le stelle della Danimarca che militano all'estero, che si sono sentite tradite e non tutelate dal punto di vista economico dalla Federazione. Da qui la scelta di scioperare in blocco, e creare una situazione destabilizzante in vista delle nuove sfide amichevoli e dell'imminente Nations League.

La Federcalcio punta sui semiprofessionisti e giocatori di calcetto per evitare sanzioni contro Slovacchia e Galles

Per evitare dunque il rischio di sanzioni da parte dell'Uefa che non ha gradito questa situazione e ha richiamato i vertici federali danesi, questi ultimi hanno deciso di correre ai ripari. Pare che la DBU abbia addirittura promesso ai giocatori convocati per la sfida contro la Slovacchia (ovvero i semi-professionisti e i nazionali di calcetto), un aumento dei contributi economici pur di convincerli a vestire la maglia biancorossa. Una situazione che potrebbe ripetersi, a meno di accordi dell'ultim'ora con le stelle del calcio danesi anche per il match di Nations League contro il Galles. Una gara in cui quella che si può definire come una Danimarca B potrebbe incappare in un'altra pesantissima sconfitta.

La presa di posizione di Eriksen e compagni

Al momento i margini per una "pace" in tempi brevissimi (la partita è in programma il 9 settembre) sono quasi da escludere. Il braccio di ferro tra i giocatori e i vertici della Danimarca calcistica resta vivo, come confermato anche dalle parole di Eriksen che non sembra pronto come i suoi compagni a fare passi indietro. Questa la proposta del gruppo del ct Hareide: "Noi offriamo di nuovo una proroga temporanea del vecchio accordo. Noi siamo pronti per giocare come sempre, ma dobbiamo risolvere questo conflitto ora, senza continuare a fare finta di niente. Quindi siamo felici di allungare nuovamente la mano e siamo pronti a rinnovare il vecchio accordo di un mese".