Xavi sta vivendo una nuova avventura calcistica in terra qatariota con la maglia dell'Al-Sadd. Impossibile per quello che può essere considerato uno dei centrocampisti più forti del calcio moderno dimenticare un'intera vita trascorsa con la maglia del Barcellona, e soprattutto l'accesa rivalità del Real Madrid. L'atmosfera da Clasico è rimasta viva nella mente del classe 1980 che nella sua ultima intervista ha parlato delle merengues e della trasformazione della squadra campione d'Europa dopo l'inaspettato addio di Cristiano Ronaldo

Il Real Madrid non gioca a calcio, parola di Xavi

Ai microfoni di Marca, il centrocampista che ha recentemente annunciato di voler intraprendere tra pochi mesi la carriera da allenatore in Qatar, è tornato a parlare del Real Madrid. Le parole di Xavi ex colonna del Barcellona sul gioco delle merengues sono destinate ad alimentare ulteriori polemiche sull'asse Madrid-Catalogna: "Il Real non gioca a calcio, pratica un altro sport. E' riuscito a conquistare le ultime tre Champions League per via delle qualità individuali che ci sono in rosa, ma quando gli avversari attaccano sembra che una parte della squadra non si senta chiamata a difendere. E' una specie di "attaccami che ti attacco", senza un gioco di squadra. C'è disordine, ma con la qualità che hanno riescono a vincere comunque".

Xavi e la mancanza di Cristiano Ronaldo al Real Madrid

Se dunque il Barcellona ha sempre puntato sul collettivo, impreziosito da eccellenti individualità (in primis quella di Messi), il Real Madrid ha fatto il contrario affidandosi in primis alle doti dei propri giocatori più rappresentativi. Tra questi negli ultimi anni, è stato Cristiano Ronaldo a fare la voce grossa. Xavi ha pensato che con l'addio sorprendente di CR7, la formazione merengues riuscisse a puntare più sul gruppo rinunciando alla prospettiva di accentrare il gioco sul campione portoghese.  E invece le cose sono andate diversamente e lo stesso Xavi si è detto sorpreso per il rendimento del nuovo Real che ha accusato il colpo della partenza di quello che è stato il suo giocatore simbolo, capace di fare la differenza garantendo gol a raffica ogni stagione: "CR7? La sua partenza mi ha sorpreso molto, francamente pensavo che senza di lui il Real avrebbe giocato ancora meglio come collettivo e tutti si sarebbero impegnati di più. Mancano i suoi 50 gol ma credevo che il Real avrebbe pagato meno la sua assenza”.