Due date fissate in calendario, entrambe nella prima metà di giugno. La prima, il giorno 4 (martedì) quando dovrebbe esserci la firma in calce al contratto e l'annuncio ufficiale. La seconda, il 14 (venerdì) quando – condizionale d'obbligo – sarebbe prevista la presentazione ufficiale. Per tifosi della Juventus quegli appuntamenti in calendario hanno un alto valore simbolico e alimentano la fantasia intorno all'arrivo di Pep Guardiola al posto di Massimiliano Allegri. Non c'è alcuna ufficialità, solo indizi che fanno impazzire il popolo bianconero all'idea che il tecnico catalano possa (ri)cominciare la sua avventura nel calcio europeo in Italia, da Torino, alla guida della squadra che domina la scena in campionato da dieci anni ma cerca la definitiva consacrazione europea avendo solo sfiorato la vittoria della Champions (nel 2015 e nel 2017) e vuol fare un ulteriore salto di qualità in previsione della futura Super Lega.

La rivoluzione è un sogno a occhi aperti. Il ‘comandante' però non è Maurizio Sarri che è sì sul taccuino del club ma un gradino più in basso rispetto alle preferenze per l'ex di Bayern Monaco e Barcellona, considerato il top quanto all'espressione di un gioco che è tattica e bellezza, che è posizione ma anche capacità di affondare i colpi, che non è solo pragmatismo ma pensiero e azione.

L'indizio e la suggestione. L'indizio è dato da un dettaglio: per il 14 giugno sono stati sospesi i tour per visitare sia l'Allianz Stadium sia lo Juventus Museum. Perché questa decisione improvvisa e anticipata? E qui entra in gioco la suggestione, ovvero che sia quella la data già individuata dalla società per presentare il nuovo allenatore. E poi c'è quel video di Pjanic che all'interno di un video ha soffermato l'attenzione su una scritta presente in un molo con il nome Joseph. Da impazzire. Che sia Guardiola è sogno di una notte di mezza estate. Farlo, costa nulla. E niente pizzicotti sulle guance come avvenuto nell'estate scorsa, quando a sussurrare il nome di Cristiano Ronaldo si faceva peccato salvo vederne materializzare la sagoma, in carne e ossa, in una città ebbra di gioia e incredulità per l'ingaggio del cinque volte Pallone d'Oro portoghese dal Real Madrid.

Crollano le quote, titolo in rialzo in Borsa. Oggi per Guardiola come allora per CR7, a un certo punto le agenzie di scommesse videro crollare le quote e il titolo in Borsa sobbalzò. Tanto basta agli investitori per puntare sull'arrivo dell'allenatore catalano: i titoli hanno fatto segnare un rialzo del 2.2% attestandosi a 1.47 euro, nonostante il Ftse Mib abbia ceduto in apertura l'1%. Dai valori minimi toccati lo scorso 24 aprile, causata dall'eliminazione dalla Champions League, le azioni bianconere hanno recuperato il 23% circa del loro valore. Di ufficiale nulla c'è ancora, comprese le indiscrezioni sugli anni di contratto (quattro) e sull'importo dello stipendio (24 milioni a stagione) da corrispondere a uno dei più forti allenatori nel panorama europeo, ma Pep e il suo gioco sono una visione proiettata verso il futuro.