Palermo nel caos. L'ennesimo scossone di una situazione divenuta drammatica – per il rischio di penalizzazione ed esclusione dal prossimo campionato – è arrivata nella giornata odierna quando il presidente, Clive Richardson, ha contattato i media per annunciare il licenziamento del responsabile dell’area tecnica Rino Foschi e al tempo stesso le proprie dimissioni. Un passo indietro fatto dopo appena un mese dall'insediamento che avrebbe dovuto segnare il rilancio del club rosanero dopo la fine dell'era Zamparini.

Sport Capital Group ha in programma altre acquisizioni di club in Europa e io mi concentrerò su questo – ha ammesso a forzapalermo.it -, lasciando la gestione del Palermo all’amministratore delegato Emanuele Facile.

Cosa c'è dietro il licenziamento di Foschi

L'allontanamento di Rino Foschi (che ha appreso la notizia a mezzo stampa…) sembra la naturale conseguenza di divergenze di mercato molto aspre con la nuova proprietà. Differenza di veduta sulla strategia da seguire, una situazione deflagrata quando i vertici del club avrebbero imposto l'acquisto di 3 calciatori extracomunitari e altre trattative sulle quali non c'era l'avallo del responsabile dell'area tecnica. Tra queste l'ingaggio – né formalizzato né ufficializzato – del difensore norvegese Gunnarsson sul quale Foschi non s'era ancora espresso.

Cosa succede al Palermo?

In campionato il Palermo è in testa alla classifica di Serie B con 1 punto di vantaggio sul Brescia (secondo) e con 3 lunghezze su Lecce e Pescara, ma la situazione societaria e le ultime perplessità contabili hanno limitato ambizioni e orizzonte del club in corsa per il ritorno in Serie A. Allo stato dei fatti la società siciliana non ha un presidente, non ha un direttore sportivo e le incertezze sullo stato di salute dei conti non alimentano certo fiducia.