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Oggi il Tnas farà sapere se sarà competente per lo Scudetto 2006. La Juve ci crede

Mentre l’ok del Tribunale per l’Arbitrato sportivo darebbe il via libera alle richieste bianconere, resta sempre viva la strada della giustizia ordinaria grazie al “Caso Sion” che sta facendo barcollare le certezze della Fifa.
A cura di Alessio Pediglieri
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tnas juve inter

Potrebbe essere una giornata importante quella di oggi per il proseguo della campagna bianconera a favore della ‘riconquista' dello Scudetto 2006, una "battaglia" che potrebbe trovare un fortissimo alleato nel pomeriggio con una sentenza favorevole del Tnas, il Tribunale Nazionale per l'Arbitrato sullo Sport che potrebbe confermare la "propria competenza in merito" e pretendere spiegazioni plausibili nei confronti di FIGC e Inter sull'assegnazione del tricolore della discordia. Già il presidente del Tnas si è dimostrato favorevole a pronunciarsi ma il collegio ha la possibilità di votare mozione contraria.

Competenza o non competenza. Questo è il problema

Il primo nodo da sciogliere è ciò che accadde lo scorso 18 luglio, quando il Consiglio Federale si dichiarò incompetente di fronte alla richiesta della Juventus di revocare lo scudetto 2006 (l'oramai tristemente famoso titolo assegnato a tavolino all’Inter dalla Commissione dei Saggi presieduta da Guido Rossi) e alla relazione del procuratore Stefano Palazzi che imputava, invece, alla stessa Inter l’illecito sportivo (caduto però in prescrizione). La Juventus, nella figura principale del suo presidente Andrea Agnelli, spera di andare oltre la mera questione della "competenza", alla quale il presidente federale Giancarlo Abete e i suoi consiglieri ( tranne Cudicio, Lotito e Abodi) si sono aggrappati per schivare la scomoda decisione della revoca lo scorso luglio. Nelle stesse parole di Andrea Agnelli, pronunciate davanti al presidente del Tnas quando si discuteva la competenza del Tribunale Nazionale Arbitrale per lo Sport, si leggeva un concetto molto semplice: che si giudicasse la tormentata questione prendendo posizione, senza scantonare con l’incompetenza o la prescrizione. Una richiesta tanto semplice quanto diretta, dunque, accettata da De Roberto, il presidente del Tnas, ma che deve ancora affrontare un nuovo guado di "competenza/non competenza" perché  – anche se il presidente si è già pronunciato per la prima – il collegio ha la libertà di optare per la seconda e in quel caso ci si ritroverebbe in un vicolo cieco. Questa ipotesi condurrebbe senza indugio la Juventus verso il completo abbandono la via della giustizia sportiva per intraprendere in modo deciso quella ordinaria, attraverso il Tar, affrontando anche gli strali di un ordinamento sportivo che vieta agli associati di appellarsi a tribunali esterni al proprio mondo.

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Le resistenze di Inter e FIGC cadrebbero sotto il ‘lodo' di fine anno

L’Inter e la Figc restano da parte loro alleate in aula, collegate da un filo condiviso per chiedere l’ennesima incompetenza del Tnas e cercando – dal punto di vista juventino – di svincolare ancora una volta in modo formale dalla discussione sostanziale del merito sportivo. La Juventus comunque, ci crede:  la volontà è sempre quella, di  ricercare un giudizio alla luce delle nuove prove, che ormai tutti conoscono, legate alle intercettazioni che hanno coinvolto anche l'Inter tanto da portare Palazzi ad ammettere un illecito nerazzurro non sanzionato oggi solo grazie alla prescrizione sopraggiunta ma che – se fosse stato dimostrato nel 2006 – non avrebbe permesso l'assegnazione all'inter di quel tricolore. Il presidente del collegio arbitrale, Angelo Grieco e i due arbitri, gli avvocati Dario Buzzelli e Enrico De Giovanni, dovrebbero pronunciarsi positivamente, sposando la scelta del presidente del Tnas e, successivamente, stabilire un calendario per la trattazione del "lodo" che proseguirà con un rito piuttosto simile al processo civile. In pratica ci potranno essere testimoni da entrambe le parti in causa e potranno essere prodotte prove da parte della difesa e da parte dell'accusa. Una sentenza o, meglio, un lodo si avrà entro il 29 dicembre 2011 e, a quel punto, si dovrà stabilire se, come e quando questo potrà essere impugnato per un eventuale successivo ricorso.

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Il Caso Sion, precedente perfetto per la Juventus

La strada della giustizia ordinaria è sempre pronta ad essere seguita anche perchè, al contrario del 2006, oggi c'è un precedente che potrebbe giustificare la via extra-sportiva senza incombere nelle clausole compromissorie che vorrebbero radiazioni ed esclusioni eccellenti. Nel 2006, quando la Juventus decise di rivolgersi al Tar, la Federcalcio e l'allore commissione presieduta da Guido Rossi tuonarono fulmini contro i bianconeri: "Sarete fuori dall’ Europa se fate ricorso alla giustizia ordinaria – si era paventato per Juve, Fiorentina e Lazio le più agguerrite a non lasciare nulla di intentato – Blatter ha ribadito che se si fa ricorso al giudice ordinario, la sanzione prevista dall’ ordinamento sportivo internazionale è l’esclusione dalle competizioni. E una scelta di questo genere po­trebbe avere conseguenze anche a carico della stessa Federcalcio". "La Fifa può erogare sanzioni a prescindere dalla decisioni della Figc, magari con l’esclusione dalle coppe internazionali. Ma anche tutto il calcio italiano rischia sanzioni dellla Fifa" aveva rincarato l'avvocato della Figc, Luigi Medugno. Oggi, il discorso è un po' diverso: il Sion – escluso dall'Europa League per avere tesserato giocatori in una fase di mercato interdetta e quindi non consentita alla società svizzera – si è rivolto ai tribunali ordinari che gli han dato ragione tanto che la Fifa ha dovuto chiedere alla Federcalcio elvetica di pronunciarsi sul caso. "Una regola medievale. Farò cambiare questo sistema. Nessuno è al di sopra della legge", sono state le prime parole soddisfatte del presidente del Sion sulla clausola compromissoria. Un atteggiamento che ha scalfitto la giustizia sportiva tanto che fonti vicine al calcio svizzero parlano della ricerca di "un compromesso" tra sport e giustizia ordinaria per evitare che il Sion continui ad andare da un tribunale all'altro per i prossimi cinque anni, trascinando i vertici del calcio a perdere di fronte a tribunali ordinari senza sapere – intanto – se e a quali competizioni sportive poter partecipare.

Una situazione che ha molte somiglianze con la mai nascosta volontà della Juventus che adesso più che mai è pronta a non trovare mezze vie, ma ad ottenere "giustizia" in qualsiasi modo, o all'interno o fuori dai tribunali del calcio.

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