Il caso Neymar si infittisce, si espande e… raddoppia. Il calciatore brasiliano è stato ascoltato per due ore dalla polizia di Rio de Janeiro, ma l'interrogatorio non è legato alla violenza sessuale di cui Neymar è accusato: quelle indagini sono in corso a San Paolo, mentre a Rio gli investigatori gli hanno chiesto conto delle immagini "intime" che il campione del Psg avrebbe diffuso sui social per dimostrare la sua innocenza. L'intento di Neymar era quello di far notare la buona predisposizione (a detta sua) di Najila Trindade Mendes de Souza, la 26enne modella brasiliana che lo scorso 2 giugno ha accusato ‘O Ney di averla aggredita e stuprata in un hotel di Parigi.

La difesa di Neymar rischia di essere un ‘autogol'

Per smarcarsi dalle accuse, Neymar aveva immediatamente pubblicato un lungo post su Instagram (poi rimosso) in cui mostrava una serie di messaggi che aveva scambiato con la modella, compresi anche scatti e video intimi della donna. Il tutto per dimostrare che tra i due non fosse successo nulla e affermare pubblicamente di essere stato vittima di una "trappola".

D'ora in poi renderò tutto pubblico tutti i nostri momenti, che sono intimi, ma è necessario mostrarli per dimostrare che non è successo nulla – recitava il messaggio social di Neymar – Quello che è successo quel giorno stato un rapporto tra un uomo e una donna all'interno di quattro mura, qualcosa che accade in tutte le coppie. Il giorno dopo non è successo nulla, abbiamo continuato a scambiarci messaggi. Sono accusato di stupro – prosegue il brasiliano – È una parola pesante, una cosa molto forte. Mi ha colto di sorpresa. È molto brutto e molto triste sentirlo, perché chi mi conosce conosce il mio carattere e la mia integrità, sa che non farei mai una cosa del genere. È stata una trappola e ho finito per caderci, ma questa per me sarà una lezione d'ora in poi. Ci sono persone che se ne vogliono approfittare, estorcere ad altre persone, è davvero triste, doloroso.

Un clamoroso autogol da parte del calciatore, visto che in Brasile la pubblicazione di immagini riguardanti una persona senza l’autorizzazione della stessa è considerata un reato.

Le accuse a Neymar fanno defilare gli sponsor

Nessuna grande azienda vorrebbe veder accostato il proprio marchio a una persona sotto processo, per quanto famosa possa essere. È per questo motivo che Neymar rischia di perdere i suoi sponsor, che gli garantiscono circa 40 milioni di euro l'anno. Secondo una ricostruzione dei media brasiliani, la prima azienda a fare un passo indietro è stata una marca di carte di credito, che avrebbe anche già annullato una campagna pubblicitaria che comprendeva il campione brasiliano. Ma per L'Equipe anche la Nike si dice "preoccupata" e avrebbe ammesso di "seguire con attenzione l'evoluzione dell'inchiesta".