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Nazionali, l’estate terribile dei commissari tecnici

Quella del 2016 è l’estate nera dei commissari tecnici: dopo l’Europeo e la Copa America del Centenario sono ben dodici gli avvicendamenti sulle panchine delle nazionali.
A cura di Vito Lamorte
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Quella del 2016 sarà ricordata come l'estate nera per i commissari tecnici. Tra l'Europeo e la Copa America sono saltate ben dodici panchine e molte di esse sono anche parecchio prestigiose. L'andamento  dei risultati delle due competizioni ha portato al cambiamento dei timonieri di diverse nazionali che adesso dovranno fare i conti con un avvicendamento non previsto e la scelta dei successori dovrà essere oculata.

Marc Wilmots, ex commissario tecnico del Belgio. (Foto di Catherine Ivill – AMA/Getty Images)
Marc Wilmots, ex commissario tecnico del Belgio. (Foto di Catherine Ivill – AMA/Getty Images)

Se alcuni di questi avvicendamenti erano previsti prima delle due competizioni (vedi Conte) altri sono del tutto inaspettati e frutto del risultato riportato nel torneo continentale (vedi Dunga e Wilmots). Esistono diverse situazioni che si sono venute a creare nelle varie federazioni e adesso proviamo ad esaminarle.

Post Europeo

A pochi giorni dalla fine della competizione continentale si possono contare 9 dei 24 selezionatori presenti in Francia che si sono dimessi, che sono stati esonerati o avevano già deciso di lasciare. Se osserviamo bene il numero si tratta di più di un terzo dei commissari tecnici appiedati, una percentuale molto alta.

Come già affermato, alcune squadre già erano a conoscenza della separazione con il proprio ct a fine torneo e l'Italia aveva avuto un ampio preavviso da parte di Antonio Conte, che è già a lavoro con il Chelsea. Diversa la situazione per la Spagna e l'Inghilterra: l'addio di Vicente Del Bosque era pronosticabile a fine torneo ma l'eliminazione con l'Italia ha accelerato la chiusura del ciclo più bello della storia del calcio iberico. La mancata nomina del sostituto dell'ex allenatore del Real Madrid mostra la difficoltà dopo le vittorie degli ultimi anni. La stessa situazione la sta vivendo la Football Association: la federcalcio inglese, dopo l'ennesimo fallimento non sa da chi ripartire. Il tempo di Roy Hodgson è finito ma, a dire il vero, stavolta è stata la federazione a perseverare.

Le ultime dal Vecchio Continente riportano l'esonero di Marc Wilmots, che aveva una nazionale potenzialmente semifinalista ma che è stata sconfitta dal Galles, e l'approdo in panchina di Andriy Shevchenko: l'ex bomber del Milan sarà supportato dal duo Tassotti-Maldera e proverà a dar lustro alla sua nazionale. Non ultime ci sono la Romania, che si è affidata al veterano Daum, e la Russia, che ospiterà i Mondiali nel 2018, rimasta senza guida tecnica dopo le dimissioni di Slutsky e ora sta valutando le opzioni migliori per avvicinarsi all'evento più importante della sua storia calcistica.

Post Copa America

Gestire il post della Copa del Centenario è stato molto impegnativo per le grandi nazionali dell'America Latina. Il Brasile e l'Uruguay sono uscite dopo la fase a gironi, in maniera diversa, e la gestione di queste due situazioni ha portato molto caos nelle due federazioni. La CBF ha esonerato Carlos Dunga che doveva essere il salvatore della Seleçao dopo il Mondiale del 2014 ma le scelte dell'ex centrocampista della Fiorentina sono state molto discusse e, per questo motivo, a poco meno di due mesi dall'inizio delle Olimpiadi gli è stato chiesto un passo indietro.

Situazione diversa per l'Uruguay: il Maestro Oscar Washington Tabarez sarebbe affetto dalla sindrome di Guillain-Barrè, una malattia che colpisce il sistema nervoso e porta disturbi ai muscoli delle braccia, delle gambe e del tronco. Questa indiscrezione è stata riportata da Ovacion e spiegherebbe l'utilizzo della sedia a motore durante la Copa America. Il suo ciclo con la Celeste era già in fase discendente e la presunta malattia ha solo anticipato l'addio.

Se Rio e Montevideo piangono, Buenos Aires non ride. La seconda sconfitta consecutiva in finale con il Cile da parte della Seleccion ha lasciato un segno indelebile su tutti gli argentini, giocatori e tifosi. Come se non bastasse ciò, a poco meno di un mese dall'inizio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro il DT Gerardo Martino si è dimesso perché diverse squadre europee non hanno concesso i loro gioielli all'Albiceleste per il torneo calcistico della manifestazione dei cinque cerchi. L'AFA è corsa ai ripari nel più breve tempo possibile e ha chiamato Julio Olarticoechea ma non si tratta della scelta definitiva per il prossimo futuro. Ci sono vari nomi in ballo ma, per ora, non c'è nulla di certo.

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