Si è svolto ieri in Costa Azzurra il tanto atteso primo incontro tra la stella della Juventus Cristiano Ronaldo e il neoallenatore Maurizio Sarri. Il campione portoghese, attualmente in vacanza sul suo yacht a Villefranche, ha incontrato il nuovo tecnico bianconero accompagnato dal responsabile dell’area sport Fabio Paratici: una riunione conoscitiva in cui l'allenatore ex Napoli ha espresso le sue opinioni sul gioco che intende dare alla Juventus e del “nuovo” ruolo che il toscano ha in mente per il cinque volte Pallone d’Oro perché arrivi a segnare 40 gol in A, battendo il record di Higuain.

Sarri vuole un ‘CR9’

Secondo Maurizio Sarri infatti CR7 potrebbe rendere di più giocando da centravanti puro, non più quindi partendo dalla corsia laterale per poi accentrarsi, né abbassandosi per ricevere il pallone sulla trequarti. Secondo il nuovo tecnico bianconero dunque il portoghese dovrebbe giocare principalmente negli ultimi sedici metri ricoprendo il ruolo di terminale offensivo della manovra della Vecchia Signora. Tale posizione permetterebbe al talento di Madeira di risparmiare energie e allo stesso avere maggiori possibilità di concludere a rete sfruttando non soltanto la sua grande abilità nel tiro ma anche quella nel gioco aereo nonché la capacità di anticipare il difensore avversario.

Le armi per convincerlo: titolo di capocannoniere e record di Higuain

Sia in un eventuale 4-3-1-2 che in un altrettanto eventuale 4-3-3 nei piani dell’allenatore il portoghese dovrebbe infatti fungere da terminale offensivo. Una soluzione questa che, seppur non la più gradita da CR7 (che più che stazionare in area di rigore preferisce arrivarci partendo da fuori, con qualcuno che gli possa aprire gli spazi), lo potrebbe portare a superare il bottino di reti messe a segno nella prima stagione italiana (28 gol totali, 21 in Serie A) permettendogli così di puntare al titolo di capocannoniere del massimo campionato italiano e, chissà, anche al record di marcature in un singolo torneo di A (36 centri) stabilito da Gonzalo Higuain (che potrebbe essere nuovamente suo compagno d squadra) ai tempi del Napoli proprio con Maurizio Sarri in panchina.

Tra due settimane la ‘prova del nove’

Per quanto il cinque volte Pallone d’Oro non sia ancora del tutto convinto di questo nuovo ruolo, potrebbe essere proprio la sua continua voglia di superare continuamente se stesso e battere primati a spingerlo ad assecondare le idee del suo nuovo allenatore. Per il momento si è trattato di un primo incontro conoscitivo (il lusitano ha molto apprezzato la premura di Sarri di volerlo incontrare personalmente), ma per la “prova del nove” bisognerà attendere un paio di settimane quando i due si rincontreranno in ritiro per continuare la loro chiaccherata e capire effettivamente in campo se quella pianificata dal nuovo tecnico sia effettivamente la soluzione migliore per la squadra e per mettere Ronaldo nelle condizioni di essere ancor più decisivo.

Come giocherebbe adesso la Juventus con Sarri, in attesa dei colpi di mercato
in foto: Come giocherebbe adesso la Juventus con Sarri, in attesa dei colpi di mercato

Da Ferguson a Sarri, da ala a centravanti puro: l’evoluzione tattica di Ronaldo

Qualora si propendesse dunque per tale soluzione si porterebbe a compimento quell’evoluzione tattica iniziata dal Sir Alex Ferguson ai tempi del Manchester United (che da ala lo trasformò in attaccante di movimento), e continuata da José Mourinho e Carlo Ancelotti prima e da Zinedine Zidane poi in quel di Madrid (che lo hanno alleggerito dai compiti difensivi e lo hanno avvicinato sempre di più alla porta avversaria). Oggi, difatti, Ronaldo ha capito che il suo gioco dev'essere differente dal passato.

La forza muscolare è calata per una questione di mera età: ha 34 anni, articolazioni e muscoli sono logorati dal tempo, dagli scatti, dai dribbling e dalle botte subite. Lo sa e ne ha fatto virtù e non è un caso che in queste ultime annate il portoghese corre meno ma resta sempre più al centro della manovra, più vicino all’area di rigore, sfruttando ancor più le proprie qualità tecniche. È inevitabile dunque che il passaggio a numero nove “classico”, a Sarri e non solo, appare l’epilogo perfetto di questa evoluzione nonché il modo migliore per prolungare la carriera di uno dei bomber più prolifici della storia del calcio mondiale.