Poteva essere il man of the match, o meglio l'hombre del partido visto che si stava giocando una fetta di stagione contro i campioni spagnoli del Real Madrid, ma alla fine Dries Mertens non è riuscito nell'impresa di trascinare il Napoli oltre l'ostacolo. Ci ha provato il belga, sia al Bernabeu quando si è divorato una ghiotta occasione da gol davanti a Navas e nel ritorno del San Paolo quando ha segnato la rete del momentaneo vantaggio azzurro. Una doppia prova che comunque ha certificato la sua incredibile crescita sia tecnica che tattica, anche grazie a Maurizio Sarri, ad un pizzico di buona sorte (l'infortunio di Milik) e soprattutto alla sua voglia di dimostrare al mondo di essere un centrocampista moderno, totale.

Leader e goleador – Sedici reti nelle ultime 17 uscite, 18 gol totali stagionali. Mai come in questa stagione Dries Mertens ha segnato nelle porte avversarie: in campionato, in Coppa Italia, in Champions. Nessuna differenza: da quando Milik ha dato forfeit, il belga è salito in cattedra e adesso, anche con il polacco di rientro e con il neo acquisto Pavoletti in panchina, è ancora lui ad avere un posto fisso da titolare nell'attacco partenopeo. Dopotutto è il capocannoniere della squadra, tra i migliori centrocampisti in circolazione in questo momento, decisivo sia per le reti segnate sia per creare spazi e occasioni ai compagni di reparto.

Elogio di Sarri – Merito di Sarri che lo ha reinventato ‘finto nueve', un trequartista atipico che ha mostrato tecnica e fiuto in area avversaria. Ma anche merito dello stesso Mertens che mai si è montato la testa, sapendo attendere quando veniva utilizzato come riserva di Insigne, intelligente nell'approfittare dell'assenza di Milik, bravo a migliorarsi e ritagliarsi un ruolo nuovo in questo Napoli. Sia per il presente che per il futuro. Omaggiando il proprio tecnico che lo ha saputo capire e far crescere: "Mi trovo meglio a giocare come centravanti o come esterno? C'è poca differenza anche perché grazie a Sarri giochiamo un grande calcio e quando palleggiamo così è bello giocare da punta".

Sfide per crescere – Certo, resta il rammarico della sfida Champions persa contro il Real Madrid, un'occasione comunque importante per crescere e ripresentarsi la prossima stagione ancora più convinti delle proprie qualità: "Nel primo tempo abbiamo dato davvero tutto ciò che avevamo. Loro hanno segnato su un calcio d'angolo regalato da noi ad inizio di ripresa. Ma da questa partita dobbiamo imparare tante cose perché giocarne di simili è qualcosa di bello e costruttivo. Se avessi segnato il 2-0 poteva succedere di tutto, peccato che abbia preso solamente il palo".