La sfida del San Paolo contro la Roma, ha consegnato a Maurizio Sarri un elemento ulteriore per sorridere. Si chiama Kalidou Koulibaly, 195 centimetri d'altezza, di professione difensore centrale, quest'anno tra i più positivi giocatori e contro i giallorossi autentico protagonista con una gara tutta personalità e qualità. Un'autentica rivelazione, soprattutto per chi aveva negli occhi l'impacciato e insicuro difensore agli ordini di Benitez, che mai garantiva una partita senza patemi. Oggi, il franco-senegalese è un punto fermo e di riferimento che forma con l'ex Real Raul Albiol una delle migliori coppie di centrali di tutta la serie A.

Ad agosto, quando arrivò sulla panchina azzurra Maurizio Sarri, il diktat presidenziale era di rifondare la difesa, il reparto più insicuro e debole dell'era Benitez. Si chiedevano rinforzi, cambi, una trasformazione radicale. Invece, l'ex Empoli ha valutato, conosciuto e valorizzato durante il lavoro estivo il materiale umano e tecnico a propria disposizione, dandogli fiducia. Contro tutto e tutti perché il franco-senegalese, arrivato dal Genk per 6,5 milioni con contratto quinquennale, sembrava davvero non potesse essere un punto fermo di un Napoli in corsa per lo scudetto e per traguardi ancor più prestigiosi.

Invece oggi, Koulibaly sembra un valore aggiunto di questa squadra. Il primo anno italiano pareva essergli servito per imparare la lingua e per conoscere il nostro calcio, ma senza mai dare l'impressione di potersi imporre. Il suo rendimento alterno, nella passata stagione era stato determinato dalla poca conoscenza dell’ambiente e da un calcio diverso da quello belga da cui proveniva. Un investimento che a tratti sembrava essere stato anche sbagliato.

Tutt’altro discorso in questa stagione dove oggi è uno dei titolari inamovibili, il vero perno della fase difensiva insieme ad Albiol. E contro la Roma si è visto il meglio di Koulibaly: sia da un punto di vista tecnico (rabona e tacchi a deliziare il San Paolo) sia della personalità (la sfida vinta ai punti con Dzeko). Tra i suoi principali estimatori c’è anche il rientrante Pepe Reina, i cui consiglisi sono rivelati preziosi e determinanti.

La sua carriera inizia in sordina, nel campionato amatoriale francese con la maglia del Saint-Diè, fino al 2009 quando si trasferisce nelle giovanili del Metz, dove vince la Coppa Gambardella. L'esordio in prima squadra avviene nel 2010 in Ligue 2. Nel luglio del 2012 viene acquistato dai belgi del Genk per la cifra di 1,2 mln di euro. Con i belgi mette insieme 64 presenze e 3 goal, prima di trasferirsi alla corte di Benitez. Ha fatto parte della selezione Under 20 francese, con la quale ha preso parte al Mondiale di categoria giocando titolare al fianco di Varane, arrivando fino alle semifinali. In Francia è paragonato ad una vecchia conoscenza del nostro calcio, Marcel Desailly, anche se il calciatore ha ammesso di ispirarsi a due brasiliani come David Luiz e Thiago Silva.