Doppietta al Frosinone, 18 gol in campionato su 19 match. Da record: solo Nyers (Inter, 1949-50), ha fatto meglio toccando quota 19 marcature alla fine del girone d'andata. Gonzalo Higuain ha preso per mano il Napoli e lo sta trascinando lassù, verso quella meta (lo scudetto) che nel Golfo attendono da una vita. L'accento è lo stesso, l'argentino e il dialetto partenopeo si sposano alla perfezione nella musicalità che racconta dell'entusiasmo ritrovato e di un sogno riposto nel cassetto dai tempi di Diego. Pipita, Hamsik, Gabbiadini e Albiol gli autori delle reti che hanno sbancato la Ciociaria, cancellato qualsiasi tabù delle ‘piccole' (vera dannazione degli azzurri nelle scorse stagioni), cucito sulla maglia mezzo tricolore come accadde 26 anni fa: 1989/1990, non accadeva da allora. E oggi come allora, cantano in Curva, il corazon batte per quel titolo tanto atteso quanto ambito. Per una qualificazione in Champions da riconquistare, come vincere alla lotteria considerati gli introiti.

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Napoli a +8 rispetto alla scorsa stagione

Occasione troppo ghiotta per lasciarla sfuggire: Inter e Fiorentina cadono in casa, la Roma ingolfata pareggia (e rischia grosso) contro il Milan. Il Napoli l'ha colta al volo. Al termine del girone di andata sono 41 i punti: -1 rispetto alla stagione 2013/2014 (42, quella del primo Benitez) con la Juventus a 52 e la Roma a 44; +8 (33, in tandem con la Sampdoria) rispetto all'ultimo campionato 2014/2015 con la Juventus a 46 e la Roma a 43.

Higuain: "Conta essere primi a maggio"

Napoli avanti a passi da gigante: metà del cammino è fatto, ne manca un'altra porzione. Napoli campione d'inverno, Higuain mescola soddisfazione e cautela. "Fino a che la matematica lo permette dobbiamo credere nell'impresa – ha ammesso a Sky Sport a fine match -. Essere campioni d'inverno, però, non serve a niente. La cosa che dico sempre è che, al di là dell'orgoglio, serve essere campioni a maggio. Ora stiamo tranquilli, ci meritiamo questo momento. Stiamo lavorando bene, mancano ancora cinque mesi e speriamo di continuare così". Sfatato anche il tabù del calcio di rigore, gli ultimi avevano regalato solo amarezze all'argentino e al Napoli. "Sarri mi ha chiesto di calciare il rigore e l'ho fatto. Avversario da temere? Affrontiamo ogni gara come una finale, pensiamo a quello che dobbiamo fare noi. A vincere, non agli altri".