Il Napoli riparte dalla Fiorentina, un avversario ostico che ha iniziato il bene il campionato con due vittorie contro Chievo e Udinese ma che ricorda ai partenopei anche la fine del sogno scudetto, netto fu il k.o. subito dal Napoli al Franchi lo scorso aprile. Finì 3-0 e 3-0 la squadra di Ancelotti ha perso in casa della Sampdoria nell’ultimo match di campionato. Da lì si riparte, il tecnico ha detto che l’approccio in quell’incontro è stato buono, ma la reazione non c’è stata:

Abbiamo rivisto la partita con la Sampdoria. Bene l’approccio, ma è mancata la reazione perché la seconda parte del primo tempo è stata da dimenticare. I nostri primi tempi non sono stati al top a livello d’intensità.

Il prossimo avversario è di alto livello, Ancelotti rispetta molto la squadra di Pioli ma vuole vincere: "La Fiorentina ha giocatori bravi, alcuni molto pericolosi, dobbiamo essere concentrati su quello che dobbiamo fare. Questa partita ci serve per far crescere l’autostima dopo quanto accaduto a Genova”, in campo dal primo minuto, per la prima volta quest’anno, potrebbe esserci Mertens, in ballottaggio con Milik, che potrebbe giocare in Champions:

Prima ci alleniamo e poi decido tra Mertens e Milik. Inizia un ciclo di partite molto importante perché ci sarà da affrontare la Stella Rossa la prossima settimana in Champions. La priorità è la Fiorentina, poi valuto la condizione dei giocatori e metterò in campo la miglior formazione pure per la Stella Rossa.

Da ieri il termine ‘Sarrismo’ fa parte della Treccani. Il tecnico del Chelsea finora è stato ingombrante per Ancelotti, che ha parlato della precisa identità di gioco che hanno le squadre di Sarri e Guardiola rispetto alla sua:

Le squadre di Sarri e quelle di Guardiola hanno avuto sempre la stessa identità e quindi salta fuori il neologismo. Io non ho avuto mai una identità precisa nel corso degli anni. Il mio calcio è meno identificabile. Sarri mi ha lasciato un bene prezioso, ma preferisco una costruzione del gioco d’attacco più verticale e ci stiamo lavorando”

Ha parlato anche della fascia di capitano dedicata a Davide Astori il tecnico del Napoli, secondo cui il problema non avrebbe nemmeno dovuto porsi:

Non c’è niente da discutere sulla deroga per la fascia di capitano della Fiorentina, anzi si è anche perso del tempo. Astori deve essere onorato e ricordato nella migliore maniera possibile, mettere la fascia di capitano con il suo nome è sacrosanto.

Dopo essersi rammaricato per l’infortunio di Chiriches, Ancelotti ha elogiato Insigne, non brillantissimo nelle ultime partite: “Sono contento che da ieri ci alleniamo tutti insieme. Peccato solo per Chiriches, ci mancherà per un po’, ma troveremo delle soluzioni. Insigne? Sta bene, è fresco e motivato. Avrà stimoli per fare bene”.

De Laurentiis ha detto di aver lasciato le chiavi del Napoli al figlio Edoardo e al tecnico Ancelotti, che si è detto orgoglioso per quelle parole: Ha detto che mi ha affidato le chiavi del Napoli e per me è un attestato di profonda stima che mi rende orgoglioso e che mi dà motivazione”.

Infine due parole sulla nazionale, il lavoro di Mancini è davvero molto complicato, i giovani hanno bisogno di crescere e di fare esperienza:

In questo momento il calcio italiano non esprime valori individuali di alto livello. Serve pazienza e tempo, il lavoro di Mancini è difficilissimo e va supportato in ogni modo. Tanti di questi giovani convocati non hanno esperienza internazionale.