E' ufficiale, il "sarrismo" esiste. Lo dice la Treccani, l'Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti che ha inserito il neologismo all'interno delle sue pagine. Un evento unico, che dimostra la diffusione del concetto calcistico di Maurizio Sarri, ex allenatore del Napoli e oggi a guida del Chelsea in Premier League. Da oggi, parlare di ‘sarrismo' sarà più facile e comprensibile per tutti, senza la paura di venir tacciati di un argomento riservato a pochi seguaci.

Nemmeno Guardiola, il TikiTaka o il Cholismo

Se si pensa al mondo del pallone, è un successo tutto di Maurizio Sarri che, in attesa di avere i trionfi sul campo, ha già ottenuto un merito laddove i suoi predecessori – più illustri e vincenti – avevano fallito. Qualche esempio? Pep Guardiola non è stato insignito di un tributo così importante perché il "Guardiolismo", pur essendo rimasto sempre nella mente e nei discorsi di tutti i tifosi del Barcellona, non ha mai sfondato. Così come il famoso "Tiki Taka" catalano che aveva affascinato e convinto tutti a livello mondiale. Ci era andato vicino il "Cholismo", la filosofia di gioco di Simeon all'Atletico Madrid, che era riuscito a entrare nella rosa delle finaliste candidate a diventare la parola dell'anno nel 2013 nominate dalla RAE, l'Accademia della lingua spagnola.

Più di Sacchi, più di Bearzot

Ma nulla di più: il ‘sarrismo' è andato oltre. La Treccani lo ha voluto omaggiare descrivendo ilmodo e la filosofia calcistica del tecnico toscano: "Primo trofeo stagionale per Maurizio Sarri – si legge sul profilo Twitter della Treccani – la sua filosofia di gioco, il “sarrismo”, si aggiudica l’ambitissimo ingresso tra i nostri neologismi". In Italia, dunque, si è sdoganato ancor meglio e più di Arrigo Sacchi che pur aveva inventato un nuovo modo di giocare  – e vincere  – a calcio o a Enzo Bearzot, il friulano ct dell'Italia Mondiale 1982.