Radja Nainggolan ne ha per tutti. Parla a cuore aperto. Lui è il ninja, abituato alla battaglia e non fare tante chiacchiere. E quando ne fa, finisce spesso per essere chiacchierato. Le subisce più che le riversa addosso agli altri. Se ne frega e fa spallucce. Ha tirato sempre diritto per la sua strada e quando è finito fuori, s'è sincerato che fosse tutto a posto, tolto un po' di polvere da dosso, medicato alla buona qualche graffio e poi è ripartito. Il belga è così, lo odi oppure lo ami, ne prendi la parte migliore che può dare in campo oppure scegli altro.

Da Cagliari all'Inter, passando per la Roma è stato sempre così: se solo fosse stato un po' meno impulsivo chissà dove sarebbe arrivato. Non ha rimpianti, solo sfide da combattere: quella attuale è portare i nerazzurri in Champions, ripagare la fiducia di Spalletti che ci ha messo la faccia quando ha chiesto alla dirigenza di averlo a Milano, lasciarsi alle spalle una stagione balorda e sfortunata.

Stoccata a Zaniolo: ha fatto 18 partite buone, ne riparliamo tra 10 anni

A 30 anni, nonostante gli acciacchi fisici ne abbiano frenato il rendimento, Nainggolan sente di poter dare ancora molto all'Inter e non teme raffronto con le nuove leve. A cominciare A Zaniolo al quale, bonariamente, dà appuntamento tra dieci anni, quando avrà accumulato un bel po' di anni di carriera in più. Schietto come sempre, il messaggio è chiaro.

Io ho giocato 10 anni ad alto livello, 9 bene e questo così così – ha ammesso nell'intervista al Corriere dello Sport -. Lui ha fatto 20 partite in A, 18 buone… diciamo che ne riparliamo tra 10 anni. Non parlo per invidia, sia chiaro, perché penso solo alla mia carriera. Dico solo che oggi per i giovani è tutto diverso mentre prima un ragazzo doveva dimostrare molto di più, anche solo per arrivare in Serie B.

Barella erede del ninja: un consiglio? Mai alla Juventus

Chi può essere l'erede di Nainggolan? Facile, facile intuire quale possa essere la risposta e più ancora qual è il calciatore che, attualmente, ha il profilo tecnico e tattico più simile al suo. Anzi, oltre alle caratteristiche indossa anche una maglia che al belga è rimasta molto cara: quella del Cagliari.

Barella è forte e mi assomiglia pure – aggiunge il ninja –  e sono convinto che avrà una carriera importante. Gli auguro di giocare in una grande squadra. Ovviamente, non nella Juventus. Ci sono tanti giocatori che quando sentono che la Juve li vuole, dicono subito di sì perché sanno che lì si vince. Preferisco conquistare un trofeo da protagonista piuttosto che alcuni scudetti giocando solo 10 partite.

Il caso Icardi e lo spogliatoio: tutti sono importanti, nessuno indispensabile

Da che parte sta nella vicenda Icardi? Da uomo di campo e di spogliatoio, Nainggolan non ha alcuna remora a schierarsi dalla parte del gruppo. Non è contro Icardi ma chi ha giocato e gioca a calcio sa quanto sia importante il rispetto all'interno di un gruppo e più ancora quanto sia importante che lo stesso allenatore si faccia garante di certi equilibri. E' stato così anche per se stesso.

In una squadra tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile. Mauro è forte, noi però abbiamo anche un altro grande attaccante che è Lautaro. Se Icardi ha avuto problemi con qualcuno, toccava a lui risolverli e non farli ricadere sulla squadra. Spalletti ha gestito la situazione nel modo migliore. Lo ha fatto anche con me ed è stato giusto che io abbia pagato quando ho sbagliato.

L'ultima stilettata è per l'ex direttore sportivo, Monchi, contro il quale punta l'indice per il trattamento che gli ha riservato ai tempi della Roma. Per la serie: se hai qualcosa da dirmi, fallo in faccia. "Ho saputo le cose che diceva di me e quelle mi sono piaciute meno…". Il ninja è tornato. Almeno a parole, il resto lo dirà il campo come sempre.