L'episodio da moviola che fa discutere nel corso di Napoli-Lecce capita al 25° della ripresa con i salentini in vantaggio per 2-1 (il risultato finale sarà di 3-2 per la squadra di Liverani). Un intervento di Donati su Milik a pochi passi dalla porta viene ritenuto dall'arbitro Giua regolare tanto da punire l'attaccante polacco con il cartellino giallo per simulazione. Nemmeno il colloquio con il collaboratore al Var (Abisso) fa cambiare idea al direttore di gara: "Ho deciso io", si intuisce dal labiale e lascia proseguire il gioco.

Rigore su Milik? L'arbitro lo ammonisce per simulazione

Cosa è successo in area di rigore del Lecce? Perché Milik prende il cartellino giallo quando anche dalle immagini sembra chiaro il tocco del calciatore salentino? La decisione del direttore di gara è immediata e senza alcuna esitazione. Poco dopo la caduta della punta nell'area piccola dei giallorossi pugliesi si nota come l'arbitro, Giua, fischi subito la punizione in favore degli ospiti estraendo il cartellino giallo. Secondo la sua versione, infatti, l'azzurro avrebbe accentuato il movimento a caccia del calcio di rigore. Da una diversa prospettiva delle immagini si nota, però, come in realtà tra Donati e Milik ci sia.

Silent check col Var, Giua conferma la decisione

Prima di fischiare la ripresa del gioco trascorre qualche minuto. Giua – che nel frattempo ha già provveduto ad ammonire Milik – ha un rapido colloquio con Abisso (l'arbitro che si trova nella cabina di regia del Var) ma non torna sulla propria decisione né decide di andare a rivedere alla moviola in campo lo sviluppo dell'azione e cosa è effettivamente successo. Ancora qualche secondo poi lo stesso Giua – rimasto nei pressi dell'area piccola del Lecce – ribadisce che si tratta di punizione e invita il portiere dei salentini a riprendere il gioco. Una beffa per il Napoli che protesta inutilmente a margine di una partita e di una prestazione deludente.