"Il Milan è la squadra che dà più nazionali e questo significa che il gruppo è valido e deve diventare presto squadra". Le parole del diesse Mirabelli a Sky Sport arrivano nell'immediata vigilia della gara di Europa League contro l'Aek Atene e avviano, di fatto, il timing per la panchina di Montella. Nessuna spallata è prevista per il momento. Nessun ultimatum è stato dato al tecnico ma è chiaro che, dopo investimenti per oltre 200 milioni sul mercato, ritrovarsi battuti da Roma e Inter, decimi in classifica, lontano dalle prime posizioni e soprattutto ai margini della zona Champions è un disastro. Un flop dalle proporzioni contenute – il campionato non è giunto nemmeno a un terzo del cammino – ma il trend è allarmante.

Sapevamo che non era facile, dobbiamo solo trovare la quadra, l'identità di squadra per non perdere troppo terreno – ha aggiunto Mirabelli -. In questo periodo abbiamo fatto delle belle cose in buoni momenti. In altri non ci siamo presentati, come con la Samp, o siamo usciti dal campo al 70′, come con la Roma, o non abbiamo giocato nel primo tempo, come con l'Inter. E il Milan non se lo può permettere.

Il ko nel derby (secondo scontro diretto) unito a prestazioni deludenti (a Genova coi blucerchiati e poi con la Roma) hanno alimentato il malcontento per una formazione che non riesce a decollare. La posizione di Montella è a rischio? La replica di Mirabelli non fa una piega.

Ognuno di noi ha un tempo nella vita e nel mestiere che facciamo. Dobbiamo essere consapevoli che questo Milan è stato costruito con tutti i rischi del caso, abbiamo voluto dare al mister un gruppo di giocatori giovani, con un buon futuro. Ma il tempo è un orologio per tutti. E' il rischio del nostro lavoro… Sappiamo qual è il nostro progetto, restano 30 partite in campionato e dobbiamo dimostrare di essere la squadra che il Milan deve essere.