Non c'è altra soluzione. Non basta la terapia conservativa per guarire dall'infortunio. ‘Jack' Bonaventura sarà costretto a sottoporsi all'operazione superare l'infiammazione alla cartilagine del ginocchio sinistro che lo tormenta da quasi un mese, da quando il 26 ottobre scorso si arrese al dolore e ai controlli diagnostici che ne scandirono la sofferenza. La decisione – come rilanciato dalla Gazzetta dello Sport – è stata presa di comune accordo: calciatore, staff medico e società hanno scelto l'intervento chirurgico per assicurare al giocatore la piena guarigione.

Cosa comporterà e quanto tempo dovrà star fuori? La riabilitazione richiederà, inevitabilmente, un periodo di degenza maggiore quantificabile in quattro, al massimo cinque mesi con il conto alla rovescia per il rientro che scatterà dal giorno del ricovero. Cosa significa? Che la stagione può dirsi finita già adesso in virtù della tempistica necessaria alla riabilitazione, alla ripresa di allenamenti e al ritmo partita. Proviamo a fare due conti: Bonaventura si opera a fine novembre, gli occorreranno circa cinque mesi per completare la riabilitazione prima di aggregarsi di nuovo alla squadra (aprile) e poi riprendere ad allenarsi fino all'inserimento graduale. Morale della favola, non c'è alcun lieto fine per il calciatore e per il Milan che – oltre a dover rinunciare a Lucas Biglia per un periodo medio-lungo – perde un'altra pedina importante sullo scacchiere tattico. Una sorta di jolly che a centrocampo è in grado di calarsi in ruoli differenti e in 8 gare di campionato ha segnato (anche) 3 gol.

La domanda adesso è: come giocherà il Milan? Quale soluzione troverà Gattuso in attesa del mercato di gennaio? Finora, per ovviare all'assenza del mediano argentino ha inserito in corsa Bakayoko ma con l'assenza di Bonaventura le cose cambiano drasticamente e al modulo 4-4-2 (con Calhaoglu dirottato in posizione più da esterno) sembrano esserci davvero poche alternative.