Il Milan riparte da Stefano Pioli e dalla partita interna con il Lecce. Dopo il ribaltone in panchina e la sosta per le nazionali, in casa rossonera si guarda dunque all'ottava giornata di campionato e a quei giocatori che devono riscattare un inizio di stagione deludente. Tra questi c'è anche Franck Kessie: "Siamo pronti per dare il massimo – ha spiegato l'ivoriano a Sportmediaset – Abbiamo iniziato male, ora dobbiamo lottare fino alla fine per l'obiettivo. Dispiace per l'esonero di Giampaolo, l'ho saputo mentre ero in nazionale. Aveva dato un sistema di gioco, ma per fare ciò che voleva mancava un po' di tempo. Ha iniziato la preparazione senza alcuni giocatori. Quando indossi la maglia del Milan, di tempo però non ce n'è".

"Non ho mai lavorato con Pioli. Devo capire cosa vuole il mister da me. Noi siamo comunque pronti e determinati. Lo eravamo che con Giampaolo, è mancato solo tempo. Siamo gli stessi dell'anno scorso, ora dobbiamo dare il massimo. Cosa chiedo ai miei compagni? Di fare come abbiamo fatto fino ad ora, cercando di reagire sempre da professionisti. Il calcio è così, non puoi vincere sempre tutte le partite. Dobbiamo sempre lavorare, facendo il massimo, per tornare al sorriso".

Il rapporto con Piatek

Nella lunga intervista concessa, il centrocampista rossonero ha poi parlato anche della scelta di Pioli di lasciare a Piatek i calci di rigore: decisione che era già stata suggerita dal precedente allenatore. "Il mister ha detto che il rigorista è l'attaccante, perché il rigore gli serve per prendere confidenza e fiducia – ha aggiunto l'ex Atalanta – Quando l'attaccante non segna ha bisogno di fare uno o due gol per stare meglio. Mi trovo bene con tutti e scherzo con tutti nello spogliatoio. Piatek è un attaccante e quando un attaccante non segna non sta bene. Adesso è tornato ed è carico, andare via con la nazionale gli ha fatto bene".