Continua il periodo nero del Milan: dopo le disavventure di campo, ecco che il club rossonero ha chiuso l’esercizio 2019 in rosso per 145,9 milioni a livello consolidato e vi è un peggioramento di circa 10 milioni rispetto alla passata stagione. Si tratta del peggior rosso di bilancio della storia dell'AC Milan e di cifre superiori a quelle di cui si era parlato nei giorni scorsi(tra i 90 e i 100 milioni). Inoltre il "rosso" registrato quest'anno supera quello dell'anno precedente, quando le perdite erano arrivate a 135,6 milioni. Il fondo Elliott ha versato 265 milioni fino al 30 giugno 2019, più altri 60 milioni tra luglio, agosto e settembre, ma la situazione resta non positiva.

I dettagli del bilancio

Secondo quanti riportato delle vari voci del bilancio, i ricavi sono scesi a 241,1 milioni, subendo una contrazione del 6,1% (-14,7 milioni) rispetto ai 255,8 del 2017/18: se entriamo nel dettaglio si nota che c'è stato un abbassamento degli soprattutto nelle entrate da gestione calciatori (da 42 a 25,5), proventi da sponsor (da 44,7 a 38) e proventi da gare (da 35,3 a 34,1). In crescita, invece, i ricavi da diritti tv (da 109,3 a 113,8).

Gli introiti dagli sponsor sono scesi per 6,7 milioni, di cui 4,0 per il mancato rinnovo del contratto con Telecom, mentre lo sponsor Puma ha versato 10,9 milioni e Emirates ne ha versati 14. Altri 12,5 milioni derivano dagli altri accordi di sponsorizzazioni. Le plusvalenze sono scese da 35,9 a 12,6 milioni di euro e sono legate in maggior parte alla cessione di Manuel Locatelli al Sassuolo per 11,9 milioni. Negativo anche il saldo del calciomercato per 103,2 milioni: 153,1 spesi, soltanto 49,9 incassati.

I costi totali del club ammontano a 373 milioni di euro, dove si registra un aumento del 5,1%, e in particolare salgono i costi relativi al personale (+34,4 milioni, da 150,4 a 184,8 milioni, di cui 141,5 milioni legati ai compensi contrattuali dei giocatori) e il costo giocatori in prestito (13,1 milioni, di cui 10,2 milioni per Higuain e 2,9 per Bakayoko). In aumento anche gli ammortamenti (da 86,4 a 89,1 milioni) mentre diminuiscono le svalutazioni (da 21,8 a 1,9 milioni) in seguito all'abbassamento dei valori dei giocatori nel bilancio al 30 giugno 2018.