Saltato l'ostacolo Atalanta, il Milan di Rino Gattuso si rimette in marcia verso la Champions League. Ad aprire la venticinquesima giornata di campionato, sarà proprio l'impegno di San Siro che metterà di fronte i rossoneri all'Empoli di Beppe Iachini. "Sono molto preoccupato per la partita – ha spiegato il tecnico milanista – Iachini è un allenatore che prepara bene le gare, abbina tecnica e organizzazione difensiva. Le partite facili non esistono e la nostra crescita passa proprio per questo tipo di partite, quindi non dobbiamo sottovalutare l'avversario".

"Dobbiamo riuscire a pensare ad una partita alla volta, per trovare la massima concentrazione – ha aggiunto Gattuso, durante la conferenza stampa della vigilia – Prepareremo bene la partita, voglio vedere lo stesso atteggiamento che ho visto contro il Cagliari. Pensiamo all'Empoli e poi vedremo ciò che succederà in seguito".

L'orgoglio di Gattuso

Dopo aver elogiato la dirigenza ("Con Maldini e Leonardo c'è confronto e rispetto. Insieme a Gazidis sono un valore aggiunto"), Rino Gattuso ha anche affrontato il tema della "dipendenza" della sua squadra: "Questo non è il Milan di Gattuso o di Piatek, è il Milan di tutti. In questo momento abbiamo un attaccante che sta valorizzando ciò che gli arriva ma i meriti sono di tutti e vanno dati a tutti. La squadra è giovane e può crescere ancora tantissimo. Io oggi insisto sulla voglia, perché penso che siamo arrivati a un bivio: dobbiamo dare continuità adesso, è lo step che dobbiamo superare".

"Io non voglio complimenti, devo ringraziare solo la squadra che sta facendo cose importanti – ha concluso Ringhio – In questo momento, così come anche prima, leggevo poco. Devo continuare, credo di saper fare questo lavoro e non ho bisogno di sentirmi dire che sono bravo o che sono scarso. So cosa posso dare in un gruppo e continueremo. Massacrano allenatori che hanno vinto tanto come Mourinho, Ancelotti e Allegri…".