Sono ore decisive per la panchina del Milan. In attesa di capire se la squadra riuscirà a centrare l'accesso alla prossima Champions League, dettaglio che potrebbe fare la differenze anche per la scelta del prossimo allenatore, Gazidis, Leonardo e Maldini stanno infatti già valutando i nomi di chi potrebbe prendere il posto dell'attuale guida tecnica. Perché tra i tanti dubbi, nelle ultime ore è emersa invece una certezza: Rino Gattuso lascerà il Milan a fine campionato. Comunque vadano le cose.

Negli ultimi giorni si sono fatti almeno una decina di nomi per la panchina rossonera. Da Conte a Sarri, passando per i vari Pochettino, Rudi Garcia, Jardim e molti altri. Il casting per la panchina milanista è dunque già cominciato, con questi allenatori quasi tutti accostati al Diavolo: chi per la sua incontestabile bravura, chi perché portato sul palmo di una mano da un dirigente o perché spinto dal suo potentissimo procuratore.

La credibilità del nuovo allenatore

Per la dirigenza si tratta ovviamente di una scelta delicata, perché dopo sei allenatori bruciati in altrettante stagioni non c'è più margine di errore e non sono ammesse altre scommesse. Per rilanciare la squadra, servirà dunque un tecnico dalla credibilità solida e in grado di portare avanti un progetto a medio-lungo termine. Il sogno di tutta la dirigenza rossonera è quello di Conte, ma pare più realistica la strada che porta a Maurizio Sarri. Il tecnico del Napoli, però, accetterà di lasciare Londra e di prendere una squadra eventualmente fuori dalla Champions League?

Le alternative ai due allenatori preferiti non mancano. A cominciare da Di Francesco e Giampaolo, due figure molti stimate in via Aldo Rossi, capaci di lavorare bene con i giovani e farli crescere. Il tutto senza dimenticare Gasperini: alla guida di una delle squadre più spettacolari in Italia. Oltre a loro rimangono comunque in corsa profili stranieri come Jardim e Rudi Garcia (che però scaldano poco la tifoseria), Pochettino (che ha pretese economiche particolarmente alte) e quell'Arsene Wenger che, grazie allo "sponsor" Gazidis, potrebbe anche recuperare terreno e insidiare la pole position di Conte e Sarri.