La prima partita di Lucas Paquetà con il Milan è durata 85 minuti. Tanto è bastato al giovane giocatore brasiliano per mettere in mostra una buona personalità e anche lampi del suo talento. Spedito in campo dall'inizio nel match di Coppa Italia contro la Sampdoria, nonostante il suo arrivo a Milano da pochissimi giorni, l'ex Flamengo non si è infatti intimidito e ha anzi cercato di giocare con la massima naturalezza.

Schierato inizialmente come interno di centrocampo, nella zolla di campo che solitamente è di proprietà di Jack Bonaventura, Paquetà ha così dimostrato di aver piedi e testa sufficientemente pronti per il calcio italiano, ma anche di aver bisogno di ancora un po' di tempo per assimilare al meglio i movimenti del 4-3-3 milanista. Meglio è invece andato nella ripresa, quando Gattuso lo ha avvicinato a Higuain lasciandogli più spazio di manovra in un modulo più simile ad un 4-3-1-2.

Un'alternativa utile per Gattuso

In quello che per molti è il suo ruolo naturale, ovvero il trequartista, il ventunenne verdeoro si è infatti espresso mi maniera più convincente ed è anche andato vicino al suo primo gol italiano con un tiro finito fuori di poco. Elogiato alla vigilia dallo stesso allenatore del Milan ("Abbiamo fatto un grandissimo acquisto"), Paquetà non è certamente paragonabile a Ricardo Kakà (gli mancano gli strappi che aveva l'ex Pallone d'Oro) ma è comunque un ottimo innesto per Gattuso.

Il tecnico può ritenersi soddisfatto della prima di Paquetà, e da ora potrà contare su un giocatore in grado di dare un po' di imprevedibilità ad una manovra che si è confermata ancora una volta povera e soprattutto molto lenta. Se lo rivedremo in campo nella finale di Supercoppa contro la Juventus, lo scopriremo soltanto nei prossimi giorni. Dipenderà molto da come il giocatore si sarà ripreso dopo i primi 85 minuti di gioco in Italia.

I complimenti del mister

Subito dopo la vittoria con la Sampdoria, anche lo stesso Rino Gattuso ha voluto fare i complimenti al nuovo arrivato: "Penso che abbia fatto una buona partita nel primo tempo, anche se veniva sempre dietro a palleggiare – ha spiegato il tecnico nella conferenza post gara – Ci ha dato invece respiro e una grande mano nel secondo tempo quando provava l'uno contro uno. E' un giocatore che ha i tempi, un brasiliano atipico. E' molto preparato tatticamente, è una spugna, assorbe tutto. Ha avuto grande voglia e veemenza e ha grandi margini di miglioramento. Va lasciato tranquillo e soprattutto non vanno fatti paragoni con altri giocatori".