Leucemia. E' questa la malattia che ha colpito Sinisa Mihajlovic. Lo ha annunciato lo stesso allenatore nel corso della conferenza stampa convocata perché, dopo le prime notizie diffuse sulle sue condizioni, potesse spiegare come sta e parlare a cuore aperto. Con gli occhi lucidi per le lacrime, con la voce rotta dall'emozione il tecnico del Bologna spezza la tensione con una battuta, prende fiato, raccoglie le forze e parte all'attacco. Sì, all'attacco con lo spirito di sempre che lo ha contraddistinto anche durante la sua carriera di calciatore e adesso di allenatore.

Avrò bisogno anche di non vedere gente che piange per me, non voglio far pena a nessuno – ha ammesso Mihajlovic -. Vincerò questa battaglia di sicuro e lo farò anzitutto per la mia famiglia.

Accanto a Mihajlovic ci sono il dirigente, Walter Sabatini, e il medico sociale del Bologna, Gianni Nanni. Quest'ultimo fornisce anche qualche dettaglio medico sugli esami diagnostici svolti, su come si è arrivati a scoprire quale fosse il malessere che aveva colpito l'allenatore e chiude l'intervento con un pensiero positivo per il futuro. Ovvero, che Sinisa può tornare più forte di prima.

Abbiamo avuto il sospetto di questa patologia il giorno prima del ritiro – le parole del medico rossoblù -. Dopo un esame del midollo abbiamo capito che si trattava di una leucemia acuta. Siamo arrivati al diagnosi nell'arco di 5 giorni, la certezza è arrivata il giorno stesso del raduno. Oggi si può parlare di un futuro anche roseo perché da questa malattia si può guarire. Allo stato attuale ci sono terapie molto diverse e assolutamente efficaci. Da martedì il mister sarà ricoverato presso l'Istituto di Ematologia ‘Seràgnoli' Policlinico Sant'Orsola. Siamo in ottime mani e tornerà come una macchina da guerra.