In tanti, anche Maurizio Sarri dalle colonne del Corriere dello Sport, danno per favoritissima, anzi per irraggiungibile, la Juventus di Allegri. Eppure, malgrado i sei punti di vantaggio della ‘Vecchia Signora’ sul Napoli secondo, il campionato, con altre trenta gare da disputare, non può già ritenersi chiuso. Specie, se le inseguitrici si stanno ridestando dopo un avvio non proprio esaltante e la Milano e la Roma calcistica sono in piena ascesa.

Un motivo in più per reputare i giochi non ancora chiusi, invece, arriva dall'infermeria azzurra con ben tre pedine come Meret, Ghoulam e Younes pronte al rientro e quindi ad aumentare la forza combattiva della formazione campana. Una formazione che ha appena trovato la sua dimensione e che, con questi tre nuovi innesti, fra molte virgolette, può proseguire sulla strada del camaleontismo tattico nel corso di questa lunga ed estenuante stagione candidandosi, in definitiva, a più autorevole avversaria dei campioni d'Italia.

Lo stato dei tre lungo degenti

Come dicevamo, la strada verso il recupero, che negli ultimi mesi, per tutti e tre, è stata spesso in salita, sta per giungere al capolinea. Ma il primo, in meri termini pratici, che pare essere più vicino a riassaporare non tanto il clima partita quanto quello della convocazione è l'ex Spal Meret che, infortunatosi ad un braccio a Dimaro nel ritiro pre-stagionale, si sta allenando già da qualche giorno in gruppo con i compagni e, data la differenza di ruolo, al netto di una condizione fisica non idilliaca, potrebbe partire ugualmente per Udine.

Una speranza, quella di volare in Friuli con i compagni che, a ben vedere, nutre anche l'algerino Ghoulam capace, dopo lo stop contro il Manchester City di quasi un anno fa, la successiva frattura della rotula e l'operazione al ginocchio di luglio, di poter finalmente buttarsi alle spalle il periodo più buio della sua carriera.

Chi invece dovrà aspettare un po’ in più, ma non troppo, è il tedesco Amin Younes vittima della rottura del tendine d'achille ma abile e arruolabile, a stretto giro, ovvero: entro la fine del mese. Insomma, ottobre e novembre, per questo Napoli, sembra una sorta di gennaio con questo periodo più simile ad una campagna di rafforzamento invernale che ad un alterno periodo di inizio annata.

Ghoulam a quattro, ma anche sulla linea dei centrocampisti

E ora? Già ora che succede al collaudato impianto di gioco del Napoli? Probabilmente nulla o, per meglio articolare la risposta, tutto ciò che sta avvenendo in questi mesi ancelottiani. Giorni e settimane che hanno visto il collettivo campano giocarsela con più volti in campo e con varie soluzioni sul rettangolo verde.

Soluzioni che potrebbero vedere coinvolto il laterale mancino Ghoulam che, oltre a far rifiatare Mario Rui, costretto agli straordinari da quasi un anno a questa parte, verrebbe impiegato basso a sinistra, nel classico 4-3-3; terzino sempre da quella parte in un 4-4-2 e esterno di centrocampo, a tutta fascia, in caso di 3-5-2, come accaduto contro il Liverpool al ‘San Paolo’. Per una serie di consegne tattiche differenti ma tutte all'altezza del ragazzo, assetato di calcio e attratto dalla sfida, tutta individuale, di tornare ad essere uno dei migliori fluidificanti d'Europa.

Younes tuttofare: buono per il 4-3-3 ma anche per il 4-4-2

Se per Meret non ci sono differenze nel ruolo da occupare, ma solo da decidere quando e se arriverà il sorpasso su Karnezis e Ospina, per Younes il discorso è decisamente diverso. Il ragazzo, acquistato a gennaio per il 4-3-3 sarriano, potrebbe veder mutare le modalità del suo impiego fra le pieghe del trasformismo di Ancelotti. Niente paura però perché l’ex Ajax proprio nella grande scuola dei Lancieri è stato testato in ogni singolo ruolo dell'attacco divenendo pronto ad affrontare ogni meccanismo offensivo. Destro naturale, baricentro basso, dribbling e potenza muscolare, il 25enne ha giocato largo a sinistra a destra e pure nel mezzo. Motivo per cui il jolly teutonico, protagonista di un tam tam mediatico per il suo approdo all'ombra del Vesuvio, potrà vestire i panni dell’esterno alto in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1, quelli del trequartista, nel predetto modulo ma anche della seconda punta in un 4-4-2 candidandosi a vice-Insigne nel corso di una stagione lunga e ricca di impegni. In sostanza, Ancelotti avrà finalmente tutta la rosa a disposizione e in questi giorni sì la possibilità di attingere a tutte le sue risorse per rilanciare la corsa scudetto: campionato chiuso? Non ci giureremmo.