Al momento la trattativa che vede coinvolte Milan e Juventus con protagonisti Gonzalo Higuain, Mattia Caldara e Leonardo Bonucci è in standby. I nodi da sciogliere affinché arrivi la chiusura dell’operazione che porterebbe il Pipita e il centrale ex Atalanta in rossonero, e il figliol prodigo Bonucci al ritorno in bianconero dopo un solo anno a Milano sono principalmente due: il centravanti argentino vorrebbe una buonuscita dalla Juventus (che quest’ultima non è disposta a dare) e non sembra ancora del tutto convinto dei termini dell’accordo con il Milan (sia per quel che riguarda l’ingaggio, sia per quel che concerne la formula del prestito con diritto di riscatto). Sembra tutto pronto invece per lo scambio alla pari tra Bonucci e Caldara (con valutazione similare da 40 milioni di euro) senza nessun diritto di riacquisto da parte della Vecchia Signora che però è legato a doppio filo all’operazione Higuain.

Gli obiettivi di Juventus e Milan

Ma qualora dovesse chiudersi chi ci guadagnerebbe di più da questa maxi – operazione? Ovviamente sia la Juventus che il Milan hanno da guadagnarci da questa operazione sia dal punto di vista tecnico che da quello economico (altrimenti non si sarebbero nemmeno sedute al tavolo a discuterne). E altrettanto ovviamente va fatto un distinguo su quali siano gli obiettivi delle due società: vincere tutto (si legga Champions League) e subito (massimo entro due anni) tenendo sott’occhio i conti per la Vecchia Signora, ritornare nell’Europa che conta (anche in questo caso si legga Champions League) costruendo una squadra futuribile e rispettando i paletti imposti dal fair play finanziario per il Diavolo.

L’impatto tecnico del maxi scambio sulla Juventus

Fatta questa importante premessa passiamo adesso ad analizzare l’aspetto tecnico dell’operazione. La Juventus si libera di Caldara, un buon difensore giovane (24 anni) appena arrivato in una grande dopo due ottime stagioni in maglia Atalanta che non offre però nell’immediato garanzie a livello internazionale e di Higuain, un attaccante che con l’arrivo di Cristiano Ronaldo in bianconero è diventato un esubero di lusso. Di contro prende Bonucci uno dei migliori difensori al mondo, esperto (31 anni), già inserito nei meccanismi difensivi di Allegri (con cui ha risolto i dissidi che lo avevano portato a chiedere la cessione al Milan solo 12 mesi fa) e quindi in grado fin da subito di aumentare il livello del pacchetto arretrato dei campioni d’Italia. Considerando gli obiettivi che si è posto il club torinese per l’immediato futuro: dal punto di vista tecnico la Juventus sembra averci guadagnato: fuori Higuain e dentro Cristiano Ronaldo, fuori Caldara e dentro Bonucci.

L’impatto tecnico del maxi scambio sul Milan

Vediamo adesso l’aspetto tecnico dell’operazione del Milan tenendo sempre in considerazione gli obiettivi del club rossonero, differenti per ovvi motivi da quelli fissati a Torino. Il Diavolo si libera di Leonardo Bonucci, grande difensore ma ormai incompatibile con l’ambiente meneghino dopo aver palesato la sua volontà di tornare alla Juventus, nonostante fosse il capitano di quello che doveva essere il nuovo corso rossonero. Al suo posto ottiene un difensore meno esperto ma di ottima prospettiva, magari ancora non del tutto pronto per i massimi livelli (a cui aspirano i bianconeri) ma che ben si confà agli obiettivi nel breve e nel medio periodo cui tendono i milanesi. In più prende uno dei migliori centravanti in circolazione, garanzia di gol, personalità e di esperienza in ambito di Serie A (dove è ancora il recordman per reti segnate in un singolo campionato) e di gare internazionali. Se nell’immediato dunque i rossoneri possono pagare dazio per quel che riguarda la difesa, ci guadagnano certamente in attacco (vero tallone d’Achille dell’ultimo Milan) e in termini di futuribilità.

L’impatto economico del maxi scambio sui conti della Juventus

Dopo aver constatato ciò, passiamo ora ad analizzare l’aspetto economico dell’operazione: chi e perché ci guadagnerebbe dalla chiusura della trattativa. Partiamo nuovamente dalla Juventus. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo i bianconeri non possono permettersi un attaccante a quel punto non più imprescindibile con un ingaggio da 7,5 milioni di euro netti a stagione (quasi 14 milioni al lordo) così come non possono permettersi di tenere in panchina un calciatore pagato solo due anni prima 90 milioni di euro e che oggi, a quasi 31 anni, ha un valore di mercato ancora vicino ai 60 milioni di euro.

Ovviamente non ci si può permettere per questioni di bilancio nemmeno di fare una minusvalenza: da qui nasce la formula del prestito molto oneroso a 18 milioni (la quota di ammortamento annuale del Pipita nel bilancio bianconero) e diritto di riscatto a 36 milioni (il valore residuo di carico del “cartellino” dell’argentino nel bilancio juventino al 20 giugno 2019). Plusvalenza da oltre 27 milioni arriverebbe invece dalla cessione di Caldara con un risparmio sull’ingaggio al lordo di circa 2,7 milioni. Di contro Bonucci andrebbe a guadagnare circa 5 milioni di euro a stagione (firmerebbe un triennale) che significa circa 9 milioni al lordo. I bianconeri dunque si ritroverebbero con un monte ingaggi ridotto di oltre 7 milioni, 18 milioni di incasso, e una plusvalenza da 27 milioni, guadagnandoci quindi anche dal punto di vista economico.

L’impatto economico del maxi scambio sui conti del Milan

Passiamo ora sulla sponda rossonera. Il Milan, come detto, non può permettersi di trattenere un Bonucci, capitano e uomo più pagato della rosa a disposizione di Gattuso (7,5 milioni netti a stagione, quasi 14 milioni al lordo), che vuole andare via. Cederlo guadagnandoci è quindi il massimo che si potesse ottenere da questa intricata situazione. Con la valutazione da 40 milioni di euro il Milan metterebbe a bilancio una plusvalenza di circa 6,5 milioni oltre a liberarsi di un pesantissimo ingaggio. Al suo posto arriverebbe Caldara che andrebbe a guadagnare 2 milioni netti a stagione (per cinque anni), vale a dire circa 3,5 milioni al lordo, che arriverebbe senza nessun esborso per il “cartellino”.

Ottimo colpo dunque per i rossoneri anche se il vero capolavoro sarebbe il prestito di Gonzalo Higuain qualora dovesse concretizzarsi: i rossoneri infatti sono riusciti ad ottenere l’unica formula che gli consentirebbe di non andare a sbattere contro i paletti imposti dall’Uefa in termini di fair play finanziario: l’obbligo di riscatto per la Uefa che osserva i conti rossoneri equivarrebbe ad un acquisto, non il diritto di riscatto. Un affare dunque, nonostante l’ingaggio da 7,5 milioni che andrebbe a percepire il Pipita e riportare in alto il monte ingaggi del Diavolo. Nessun dubbio dunque sul fatto che anche dal punto di vista economico il Milan guadagnerebbe dalla maxi – operazione: prendere con un esborso di 18 milioni uno dei migliori centravanti in circolazione, e forse il miglior sostituto possibile di Bonucci (soprattutto se si valuta in prospettiva), facendo una plusvalenza da 6,5 milioni e aumentando il monte ingaggi di soli 3,5 milioni rappresenterebbe certamente un grande affare.