Quando siamo quasi arrivati al giro di boa, alla chiusura del girone d’andata e quando siamo ormai pronti a vivere un mese scarso di contrattazioni, nel prossimo gennaio, mettere insieme un bilancio sul mercato estivo e sui risultati prodotti dalla campagna di rafforzamento, pare esercizio utile e doveroso. E sì perché se quest’anno il flusso di danaro in Serie A è considerevolmente cresciuto, con 1.13 miliardi spesi rispetto ai 941 milioni dell’anno prima, bisogna anche capire come poi, alla fine, questi investimenti abbiano impattato sulla realtà del campo.

Al netto delle spese, dei tanti trasferimenti operati, dunque, con Milan, Inter, Roma e soprattutto Juventus, alla testa dei club che hanno aperto con maggiore convinzione i cordoni della borsa, ecco l’analisi costi-benefici del recente mercato.

Juve prima nel mercato ed in classifica. Lazio, Samp e Parma al top

Prima per spese affrontate, con 256 milioni di euro investiti, affare Cristiano Ronaldo compreso, e prima in graduatoria in questo abbondante scorcio di campionato. È questo il referto, sia pure parziale, della condotta sul mercato e sul terreno di gioco della Juventus destinata, in entrambi i campi, a dominare. Malgrado una rosa già fortissima, i bianconeri si sono spinti oltre, hanno confermato le pedine più importanti ed attinto alla propria potenza finanziaria per piazzare il colpo CR7. Un colpo che le ha garantito la prima posizione nelle spese di mercato estive e che le sta, a sua volta, garantendo un indiscusso, e finora indiscutibile, primato in classifica.

Chi, invece, non potendo contare sul vasto giacimento di risorse piemontesi, si è dovuto arrangiare con l’arte dello scouting, degli affari last-minute, dei prestiti e della sostenibilità economica, sono Lazio (41.5 milioni di euro), Sampdoria (39.8 mln) e Parma (13 mln) che, pur spendendo, in toto, 93 milioni di euro, si trovano molto al di sopra delle proiezioni di inizio anno fondate dalle sole griglia di valutazione di quanto speso. I biancocelesti, dodicesimi per soldi investiti si trovano ora al quarto posto, i doriani, tredicesimi, al sesto ed i ducali, terzultimi, dodicesimi. Per una sorta di miracolo sportivo, ed economico, davvero degno di nota. E poi, a seguire, in questa graduatoria dei migliori e più proficui business di mercato, troviamo Napoli e Fiorentina, a tre posizioni in più rispetto al danaro versato, Empoli, a più due e, a più uno, Inter, Cagliari e Frosinone.

I conti non tornano, ecco le squadre che hanno investito male i loro soldi

Se ci sono compagini brave a spendere il loro denaro e a ottenere ottimi risultati sul rettangolo verde, ce ne sono altre, invece, che non possono dirsi fortunate nello stesso aspetto. Già perché se andiamo a ragionare sui conti delle restanti società che compongono la Serie A  troviamo una serie di formazioni che hanno deluso, non poco, le aspettative agostane. Parliamo dell’Udinese (45.3 mln), a -8 rispetto a quanto investito in estate, della Roma (130.6 mln), addirittura sette posizioni più in basso a fronte della ‘palma’ di seconda squadra con maggiori costi pochi mesi fa, il Torino (48.05 mln) a -5, il Bologna (33.3 mln) a -4, il Milan a -3 (124.5 mln) e, a chiudere, fra i collettivi meno vittime degli infruttuosi acquisti, Genoa (41.5 mln) a -2 e, per finire, Sassuolo (47.05 mln), Atalanta (46.3 mln) e Chievo (10.5 mln).