Stemperare i toni, ricucire (almeno provarci) il rapporto con Mauro Icardi, lasciare che scemi il clima di tensione intorno alla moglie agente del calciatore, Wanda Nara. L'escalation della crisi in casa nerazzurra è arrivata all'acme con la sassata tirata contro la vettura della donna che era al volante e in compagnia dei suoi figli. Nessuno s'è fatto male ma l'episodio – scandito anche da sms di minacce e dalla sensazione da parte della consorte di essere seguita – ha fatto scattare il campanello d'allarme, un segnale chiaro per tutti.

Abbassare la luce dei riflettori e avere atteggiamenti più concilianti è cosa saggia sì da gestire nel migliore dei modi la posizione del giocatore e sbrogliare la matassa ingarbugliata dalla rabbia e dalle polemiche scaturite dalla decisione di togliere la fascia di capitano all'argentino. Una scelta dolorosa ma necessaria che l'amministratore delegato nerazzurro, Giuseppe Marotta, spiega così a Sky Sport.

Non è un accantonamento, non è un’esclusione ma in una grande famiglia i capi famiglia devono prendere a volte delle decisioni antipatiche – ammette il dirigente -. E io, in qualità di amministratore delegato, devo far rispettare alcuni principi. Questo è un percorso di crescita e in questo caso anche di rafforzamento nei confronti di Icardi, che non dimentichiamo ha 25 anni e consideriamo un giocatore importante per l'Inter.

La vicenda contrattuale, il tira e molla spesso divenuto oggetto di discussione sui social network, la sovra-esposizione mediatica generata anche dalle dichiarazioni di Wanda Nara in tv hanno avuto sicuramente un peso nell'azione della dirigenza. Anche in questo caso Marotta cerca di fare chiarezza smussando i toni.

Le negoziazioni sul contratto non c’entrano nulla sulla nostra decisione. La trattativa andrà avanti e noi non vogliamo fare alcuna forma di ostruzionismo. Ho fatto una promessa a Wanda di farle pervenire un’offerta entro qualche settimana. Consideriamo lei corretta nel modo di relazionarsi con noi.

La buona volontà c'è ma la situazione al momento resta d'impasse: da un lato l'Inter e la linea della fermezza ("ci ha messo in imbarazzo", così Ausilio motivò le ragioni del club), dall'altro Icardi e la consorte/agente che hanno presentato richieste economiche superiori (9 milioni netti a stagioni) rispetto a quanto previsto dalla società (7 milioni); da un lato l'ex capitano dall'altro buona parte dello spogliatoio che spingeva perché l'argentino venisse degradato; da un lato la moderazione nella comunicazione, dall'altro la disinvoltura con cui la coppia ha sempre condiviso le proprie vicende con la comunità di follower e tifosi. Marotta esaurisce tutti gli argomenti sul tavolo.

Uno dei ruoli del capitano è quello di essere riconosciuto come leader, la fascia non è solo simbolica. Ora vogliamo eliminare le scorie che si erano create nell’ultimo periodo e qui avrà un ruolo importante anche l’allenatore. Questa è una situazione che si può ricostruire – ha aggiunto Marotta -. Oggi è impossibile lavare i panni in casa propria. Non fai a tempo a dire una cosa che già appare sui social…