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Maradona querelato da Equitalia: “Mi hanno trattato da criminale”

El Pibe de Oro ha rilasciato dichiarazioni che il Fisco italiano ha considerato offensive e lesive, riaprendo un caso che sembrava oramai passato. “Equitalia ha sulla coscienza una storia in cui mi ha calpestato come uomo e come giocatore. Sono stato trattato come un criminale, ma lotterò fino in fondo per tutte le vittime che non hanno saputo reagire come me” le parole dell’argentino.
A cura di Alessio Pediglieri
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Non c'è pace per Diego Armando Maradona. Sul Pibe de Oro si è scagliata ancora una volta Equitalia in quel contenzioso con il Fisco italiano che portò il campione argentino ad affrontare una lunga causa legale per evitare il risarcimento plurimilionario che prevedeva il pagamento di anni di evasioni e tasse non versate. L’ex fuoriclasse argentino sembrerebbe essere stato querelato insieme al suo legale Angelo Pisani per aver diffamato Equitalia con delle dichiarazioni rilasciate in tv durante il suo ultimo soggiorno in Italia e riprese dal mensile ‘La voce delle voci’ e dai media nazionali.

Malgrado Maradona fosse riuscito a evitare i pagamenti richiesti e nemmeno concordando una buonuscita col Fisco italiano, sostenendo – carte alla mano – che non si trattatava di evasione e che le richieste di Equitalia erano dunque infondate, per il Pibe de Oro quella assurda vicenda non è ancora finita. Almeno questo traspare dalle sue ultime dichiarazioni che hanno avuto come conseguenza la pronta querela dell'organo fiscale statale. Alla quale adesso Maradona e il suo legale dovranno rispondere presentando nuovi incartamenti che dovranno comprovare la propria innocenza.

Nessuno più di me può sapere quello che si prova quando si è perseguitati per 25 anni da istituzioni che dovrebbero tutelare i cittadini onesti – ha sottolineato Maradona nell'intervista –  Sono stato trattato come un criminale, violentando lamia dignità umana e la mia immagine sportiva. Io ho resistito ma posso capire chi non ce la fa. Voglio vincere questa battaglia per le vittime di Equitalia, perché l’ho pagata cara sulla mia pelle. Dal 1994 non esiste alcuna violazione fiscale a me addebitabile, questa è una brutta pagina per la democrazia italiana. Befera  non ha il coraggio di guardarmi in faccia perché porta sulla coscienza le mie sofferenze e le mie umiliazioni”. 

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