Mancini sull’esonero di Benitez: con Moratti io litigai dopo 4 anni, lui dopo solo 6 mesi

Rafa Benitez come Roberto Mancini? Forse sì e non solamente per le vittorie che accomunano il tecnico di Jesi e quello di Madrid con i colori nerazzurri, ma anche per la fine del rapporto con l'Inter di Massimo Moratti. Un rapporto fatto di amore e rispetto, poi finito nel peggiore dei modi sia con il ‘Mancio' prima dell'avvento di Mourinho, oggi con Rafa nel post-Mourinho.
Anche con Mancini si finì per carte bollate, lui che riportò lo scudetto a Milano dopo tantissimi anni e che conquistò tutti gli allori in Italia ripetendosi con una sconvolgente facilità anche in Coppa Italia. Il problema di Roberto Mancini fu a livello internazionale, in Champions League dove non riuscì a sfatare il tabù europeo. E guarda caso, proprio dopo la sconfitta contro il Liverpool di Rafa Benitez, il ‘Mancio' si autoesonerò, mantenedo la guida della squadra fino a fine stagione ma da separato in casa. Moratti allora montò su tutte le furie: la stagione finì con l'ennesimo tricolore ma il divorzio era già scritto visto che la società nerazzurra aveva già un accordo con Josè Mourinho, colui che portò l'Inter al triplete.
Oggi, è Rafa Benitez ad essersi autoesonerato dopo la vittoria ad Abu Dhabi che ha decretato l'Inter Campione del Mondo per Club 2010. Anche pre lo spagnolo, parole di fuoco verso la società e i suoi dirigenti, fino alle notizie di poche ore fa che vogliono il suo procuratore che sta discutendo con i legali nerazzurri la risoluzione del contratto.
Ma ci sono delle differenze tra i due allenatori, malgrado moltissimi elementi li accomunano e a fare le distinzioni è lo stesso Roberto Mancini, oggi allenatore del Manchester City, che divorziò dall'Inter ma si godette per un anno e mezzo la ‘buonuscita' senza allenare altre squadre fino alla chiamata inglese dei Citizens.
"Rispetto a lui però io l'ho fatto dopo quattro anni, non dopo soli sei mesi. Capisco Benitez e questa situazione non mi sorprende affatto. Poi, se ha detto certe cose è perché si sentiva di dirle" confessa Mancini in una intervista esclusiva apparsa su La Stampa, oggi.
"La diversità è che io sono stato all'Inter quattro anni, lui 6 mesi se è vero che andrà via. Da collega mi dispiace: nonostante i problemi ha vinto la Supercoppa e il Mondiale e sono sicuro che l'Inter rientrerà in corsa per lo scudetto. Non stava facendo male ma non avevo fatto male neppure io, mi sembra: quell'anno rivinsi lo scudetto". Non fa nomi Mancini ma il riferimento, e il filo conduttore, porta dritto dritto al Presidente Massimo Moratti, capace di darti le chiavi della società come togliertele l'attimo dopo.
" Non conosco le ragioni della scelta ma nel calcio non c'è più niente che mi possa stupire. Io lo feci dopo l'eliminazione dalla Champions e avevo intuito quale sarebbe stato il futuro. Non so perché Benitez abbia parlato dopo una vittoria importante ma se ha detto certe cose è perché sentiva di dirle: in fondo ha chiesto che gli comprassero dei giocatori…"
Ma lo stesso Roberto Mancini non è stato dimenticato nel trionfo Mondiale, che è partito dalla ricostruzione proprio iniziata dal ‘Mancio' nel 2004 e che è culminata sul tetto del mondo del pallone: "Mi dicono che Zanetti ha ricordato che è stata la conclusione di un percorso cominciato con me vincendo la Coppa Italia. Mi fa piacere se almeno uno se l'è ricordato anche se insieme abbiamo vinto molto più che una Coppa Italia…"
Infine, una stoccata alla società nerazzurra incapace di saper godere dei successi sportivi, rovinandosi spesso la festa con polemiche, esoneri, contrasti interni. Ieri con Mancini, poi con Mourinho e ora con Benitez: "É vero, ci sono storie che si ripetono. Diciamo che è un mondo un po' particolare…"