Stagione finita. L'avventura di Šime Vrsaljko all'Inter si è conclusa con il comunicato da parte della società che lo ha di fatto escluso dalla lista dei 25 calciatori a disposizione di Luciano Spalletti per il prosieguo della stagione. L'ultima partita giocata in Serie A risale al 29 dicembre scorso (vittoria a Empoli per 1-0) prima della sosta, contro il Sassuolo è rimasto in panchina mentre in occasione della sfida col Toro non figurava nemmeno tra i convocati. Il motivo? Il riacutizzarsi della sofferenza al ginocchio sinistro, un acciacco dal quale il calciatore non è mai guarito del tutto e lo ha costretto adesso a valutare l'intervento chirurgico come soluzione finale prima del percorso di riabilitazione.

Perché Vrsaljko sta male e quale probela ha. Intervistato da TPortal, Boris Nemec, medico della nazionale croata, aveva spiegato le cause dei continui problemi fisici dell'ex terzino destro del Sassuolo e dell'Atletico Madrid (club di cui è proprietario il cartellino).

Il problema al legamento crociato posteriore secondo me non è stato trattato adeguatamente – ha ammesso il dottore -. E credo che il processo di riabilitazione non sia andato come avrebbe dovuto. Quanto tempo dovrà restare fuori? Molto dipende dall'entità della lesione ma trattandosi di una cartilagine i tempi di recuperare variano da 6 mesi a 1 anno.

Cosa succederà adesso? Al momento è fuori dal novero dei giocatori utilizzabili ed è difficile che l'Inter lo reintegri anche perché – proprio a causa delle sue condizioni – la società è tornata sul mercato e a gennaio ha ingaggiato Cedric Soares dal Southampton con la formula del prestito oneroso a 500mila euro con diritto di riscatto fissato ad 11 milioni. Sarà il terzino portoghese a occupare la corsia di destra assieme a D'Ambrosio mentre è quasi impossibile che lo staff nerazzurro decida di esercitare il diritto di acquisto per Vrsaljko a fine stagione, investendo 17.5 milioni di euro dopo averne versati 6.5 perché scattasse il prestito oneroso nell'estate scorsa.