Clamoroso al Mapei Stadium. Con queste parole potremmo descrivere l’esordio da incubo dell’Inter in campionato con i nerazzurri, al termine di una gara davvero complicata, ad uscire sconfitta dal catino di Reggio Emilia per 1-0. Una sconfitta che quasi cancella la buona pre-season estiva e che fa suonare più di un campanello d’allarme a Milano e dintorni con i meneghini incapaci di farsi trovare pronti per l’inizio della stagione.

Tutt’altra storia per gli uomini di De Zerbi che, grazie alla loro condizione, costruiscono la vittoria in un primo tempo dominato, attacco-difesa, in lungo ed in largo. Una prima frazione di gioco che sorprende i lombardi mai in grado di opporre, nei primi 45’ di gioco, una credibile resistenza ai vigorosi padroni di casa.

Padroni di casa che poi resistono al rientro dell’Inter nella ripresa portando a casa 3 punti, dopo un’annata, la scorsa, difficilissima, davvero preziosi per il morale e l’avvio di questo nuovo progetto sportivo.

Berardi e Di Fra volano sulle corsie. Il #25 segna e domina (è tornato?)

Una rondine non fa primavera certo e sia Berardi che Di Francesco, in un senso o nell’altro, hanno spesso illuso i rispettivi tifosi, eppure, questa sera, il #25 ed il #34 neroverdi disputano una gara, dopo un po’ di tempo, finalmente convincente mettendo in mostra una condizione ed una forma fisica, a questo punto della stagione, invidiabili.

Il tandem esterno di De Zerbi, difatti, salta spesso l’avversario, crea superiorità numerica, guida le ripartenze sassolesi ed evidenzia una qualità palla al piede in velocità davvero strepitosa. Arma, quella del dribbling, che crea panico sulle corsie, specie su quella destra, col laterale brasiliano dell’Inter Dalbert, ma anche l’intero pacchetto arretrato, a subire il dinamismo dei padroni di casa che, al 27’, su sfuriata dell’ex Bologna Di Fra, conquistano il penalty dell’1-0 di Berardi.

Un rigore che esalta la prestazione individuale del calabrese e, magari chissà, lo avvia sulla complessa strada della definitiva consacrazione personale.

ben 18 i passaggi chiave di Boateng questa sera contro l’Inter (Whoscored.com)
in foto: ben 18 i passaggi chiave di Boateng questa sera contro l’Inter (Whoscored.com)

Boateng non dà punti di riferimento, l’Inter soffre

Il primo tempo da incubo dell’Inter ha diverse ragioni, il modulo quasi inedito, 4-4-1-1, la corsa messa in campo dagli avversari, la scarsa verve di alcuni suoi protagonisti ma, anche, una delle chiavi tattiche più riuscite per De Zerbi ovvero: Boateng falso nueve. E sì perché l’ex centrocampista offensivo del Milan, nella sua nuova incarnazione italiana, nella sua nuova veste in campo, ci si trova a meraviglia: pressa come un forsennato la linea difensiva avversaria, scala sulla trequarti a dialogare con i suoi centrocampisti, concede spazio agli esterni d’attacco e, infine, attraendo fuori dalla difesa almeno un centrale avversario, serve con estrema precisione Berardi e Di Francesco. Insomma, una scelta, almeno nei primi 45’ di gioco, molto saggia e che, nel parziale, regala grandi dividendi agli emiliani per una metà gara, per il Sassuolo, di assoluto livello.

Magnani-Bourabia, ottimi esordi per loro. De Vrij e Lautaro agli antipodi

Nella partita nella partita dei nuovi acquisti, fra Sassuolo e Inter, pochi fanno meglio dei vari Magnani, Bourabia, Boateng, Di Francesco e Ferrari specie se analizziamo le prestazioni  dei primi due, per i quali, si trattava dell’esordio assoluto nella nostra Serie A. E infatti se Politano e Asamoah, per Spalletti, ci provano, disputando complessivamente un buon match, De Vrij e Lautaro Martinez, gli altri volti nuovi nerazzurri questa sera in campo, non si mostrano all’altezza della situazione né delle loro impareggiabili potenzialità. L’ex laziale, non riesce ad emanciparsi dagli errori del suo compagno di reparto Miranda, finendo per subire la velocità avversaria mentre l’argentino, pure lui al debutto ufficiale nel nostro massimo campionato, delude le attese dopo una pre-season davvero molto, molto promettente. Il tutto, davanti al giovane Magnani che, a 22 anni, al suo primo impatto nella nuova realtà e nella più competitiva lega calcistica nazionale, mette insieme una gara pressoché perfetta delineando i contorni di una stagione, forse, eccezionale. Chapeau al Sassuolo ma anche alla Juve, titolare di opzione sull’ex Perugia.

i terzini del Sassuolo a sinistra, l’heatmap di Keita e Perisic a destra (Whoscored.com)
in foto: i terzini del Sassuolo a sinistra, l’heatmap di Keita e Perisic a destra (Whoscored.com)

Entrano Perisic e Keita ma la musica non cambia, Lirola e Rogerio controllano bene

Ad inizio ripresa Spalletti, dopo una prima frazione di gioco in costante apnea, corre ai ripari inserendo Perisic al posto di uno spento Dalbert per poi giocarsi, al 70’, la carta estrema di Keita in luogo di Lautaro Martinez. Due cambi che guardano al futuro, con entrambi i calciatori possibili titolari nelle prossime settimane, ma che pure non sortiscono l’effetto sperato con Lirola, Rogerio ma anche Sensi e Magnanelli bravi a frapporsi fra questi estrosi esterni d’attacco e la porta di Consigli intercettando, dunque, ogni suggerimento/rifornimento per l’abulico Icardi.

Tabellino e voti

Sassuolo (4-3-3) #47 Consigli 6; #21 Lirola 6.5, #23 Magnani 7, #31 G. Ferrari 7, #6 Rogerio 6+; #68 Bourabia 6+ (Dal 64’ Sensi 6), #4 Magnanelli 6, #32 Duncan 6.5; #25 Berardi 7, #27 Boateng 6.5 (Dal 84’ Babacar s.v.), #34 Di Francesco 7- (Dal 74’ Boga 6). A disposizione: #79 Pegolo, #28 Satalino; #98 Adjapong, #39 Dell'Orco, #17 Sernicola, #20 Boga; #73 Locatelli, #12 Sensi, #9 Djuricic; #30 Babacar, #10 Matri, #19 Odgaard. Allenatore Roberto De Zerbi 7-

Inter (4-4-1-1) #1 Handanovic 6; #33 D'Ambrosio 5.5, #6 De Vrij 6-, #23 Miranda 5, #29 Dalbert 5.5 (Dal 46’ Perisic 5.5); #8 Vecino 5.5, #77 Brozovic 5.5 (Dal 86’ Karamoh s.v.), #18 Asamoah 6.5; #16 Politano 6; #10 L. Martinez 5.5 (Dal 68’ Keita 5.5); #9 Icardi 5. A disposizione: #27 Padelli; #2 Vrsaljko, #13 Ranocchia, #37 Skriniar; #5 Gagliardini, #20 B. Valero, #44 Perisic, #87 Candreva; #7 Karamoh, #11 Keita Balde. Allenatore Luciano Spalletti