Liga, Piquè: “Van Gaal mi disse che non ero da Barcellona. Io presidente? In futuro”

A cura di Alberto Pucci
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Il difensore blaugrana ha rivelato il duro impatto con l’ex allenatore olandese: “Van Gaal mi spinse a terra, per lui non ero abbastanza forte per giocare come centrale difensivo. Quando mi ritirerò mi piacerebbe diventare presidente del Barcellona”.

Dopo le polemiche scoppiate in occasione della partita contro l'Albania, con media e tifosi che lo hanno accusato di aver tagliato le maniche della sua maglietta per nascondere volutamente i colori della sua nazionale, Gerard Piqué è tornato a parlare alla vigilia della sfida contro il Deportivo e a pochi giorni dal ritorno in campo europeo con il Manchester City. Il 29enne difensore catalano ha infatti raccontato delle sue prime esperienze nella cantera blaugrana e del suo rapporto conflittuale con il tecnico di allora Louis van Gaal: "Mi disse che ero un giocatore da Barcellona – ha dichiarato Piqué in conferenza stampa – Un giorno mi spinse a terra per dimostrarmi che non ero abbastanza forte per giocare da centrale difensivo. Mi ha distrutto e fino ai 18 anni non abbiamo lavorato in palestra".

Un futuro da presidente

Nonostante le stagioni in Inghilterra con la maglia del Manchester United e l'annata con il Real Saragozza, Gerard Piqué è diventato un simbolo e una bandiera del club catalano. Idolo della tifoseria del "Camp Nou", il difensore ha anche parlato dei suoi progetti futuri quando lascerà il calcio giocato: "Quando appenderò le scarpe al chiodo e andrò in pensione, mi piacerebbe diventare il presidente del Barcellona – ha aggiunto il difensore a TV3 – Allenare? No, non mi vedo come allenatore. Da presidente, invece, potrei fare il bene del club che amo da sempre".

Dopo aver incassato nei giorni scorsi i complimenti di un grande ex blaugrana ("Piqué è migliore di Sergio Ramos – ha commentato Maradona al quotidiano spagnolo Marca – E' un gradino sopra il madrileno"), il difensore ha parlato di Leo Messi e del suo peso all'interno dello spogliatoio: "E' un giocatore unico – ha concluso Piqué – Il giorno in cui dovesse andar via sarebbe come veder morire tuo padre. Dobbiamo però abituarci all'idea che lui un giorno non ci sarà più e dovremo essere pronti per restare competitivi".

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