Serse Cosmi

Orgoglio e applausi – L'uomo del fiume, non ce l'ha fatta! Serse Cosmi non è riuscito nell'impresa di salvare il Lecce. E dire che, per qualche settimana, in molti ci avevano creduto sul serio: erano bastati i gol e le giocate di Muriel, accostato al Ronaldo dei tempi nerazzurri, e le sconfitte di Fiorentina e Genoa, per far crescere l'ottimismo al Via del Mare. Dall'arrivo del tecnico perugino, le cose erano cambiate: in meglio. Fino a qualche domenica fa, le azioni del Lecce calcio erano in rialzo. Un'impennata durata, però, pochissimo. La sconfitta di Verona, contro il Chievo, ha infatti riportato tutti sulla terra. Il Lecce, tra un fiume di lacrime e applausi, è retrocesso e ora si prepara (o almeno dovrebbe farlo) per risalire il più rapidamente possibile. Oggi come oggi, usare il "condizionale" in casa giallorossa, è d'obbligo. L'incertezza regna sovrana, a partire dai vertici, dove la famiglia Semeraro (ormai più fuori che dentro) altro non aspetta che un acquirente seriamente intenzionato rilevi il pacchetto di maggioranza. Una "transazione" per niente facile, resa ancor più problematica dal coinvolgimento della società nello scandalo calcio scommesse, a causa della presunta combine del San Nicola (Bari-Lecce 0 a 2, 5 maggio 2011).

Chievo Verona - Lecce - Serie A Tim 2011/2012

Sogno infranto – Non è quindi, la trasferta di Castellammare di Stabia (una a caso, s'intende) a preoccupare la tifoseria leccese.

Ce l'abbiamo messa tutta, dando il meglio di noi stessi, così come ha fatto anche il nostro mister. Purtroppo, dopo una lunga e difficile rincorsa, le energie sono venute un po' a mancare

Guillermo Giacomazzi
In questo clima d'incertezza, senza una società forte e un progetto concreto e serio, sarà difficile ritrovare, in breve tempo, il fascino della Serie A. Una "retta via" che i salentini sembravano, ad un certo punto, aver ritrovato grazie alla grinta di Cosmi, ad una mini serie di partite positive e ad una concomitanza di risultati negativi della concorrenza. Un percorso bruscamente interrotto, però, dalle due partite (chiave) della stagione contro Parma e Fiorentina che, in pratica, hanno fatto scendere i titoli di coda sulla stagione del Lecce. Il colpo di grazia del Bentegodi era, tutto sommato, preventivabile. Così come lo era il successo del Genoa contro un Palermo ormai abulico da settimane. "Non escludo che io possa rimanere", ha sentenziato Cosmi nelle ultime ore. Un gesto di conforto che pare poco credibile così come pare difficile che il tecnico perugino possa continuare l'avventura in Puglia. Sia chiaro: se la meriterebbe un'altra chance, se non altro per aver scosso e ricompattato una tifoseria che sembrava sull'orlo di una crisi di nervi. La prova è arrivata al fischio finale di Chievo-Lecce, quando la curva giallorossa ha ringraziato tecnico e giocatori con un lungo applauso: un gesto da evidenziare, un'atto d'amore, in stile "british", che rende onore al "famoso" dodicesimo uomo salentino.

Chievo - Lecce

Futuro da costruire – L'orgoglio non è bastato, così come non sono bastati i numeri di Muriel e le giocate dei vari Di Michele, Cuadrado, Giacomazzi e compagnia bella. Una rosa composta da buoni e ottimi giocatori che ha, però, un grosso problema pendente sulla testa: molti di questi sono in scadenza di contratto o in prestito e difficilmente rimarranno. Su tutti i due dell'Udinese che, ritrovata la Champions, rivorrà indietro Muriel e Cuadrado: giocatori che, per buona parte dell'anno, hanno fatto la differenza. Riuscirà il Lecce a trovare una proprietà serie ed efficiente, un allenatore preparato alla Serie B ed i giocatori giusti per puntare alla promozione? Ancora qualche settimana e conosceremo il destino della società di Semeraro. Un destino che pare difficile da decifrare. Un futuro che tutta la città di Lecce, sindaco in testa, affronterà con lo stesso orgoglio con il quale ha "giocato" il finale di stagione. E proprio il primo cittadino, nelle ultime ore, si è voluto unire agli applausi di Verona: "Nonostante la mancata salvezza, mi sento di rivolgere un sentito e caloroso ringraziamento al mister e ai suoi ragazzi per quanto fatto". Parole dolci che, però, non hanno fermato il fiume di lacrime versate subito dopo il "game over" della sfida di Verona. Un fiume difficile da guadare che rischia di diventare un mare in tempesta per le imminenti decisioni del giudice sportivo, che potrebbe infliggere al Lecce una dura condanna (si parla addirittura di retrocessione in Lega Pro) o una pesantissima penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. Per uscire da questa crisi, servirà un vero comandante: uno che sappia portare la nave a riva, anche in mezzo alla "tempesta perfetta". Purtroppo (per i tifosi del Lecce), questo non è un film e il "George Clooney" della situazione, non è proprio dietro l'angolo!