Non c'è solo Ciro Immobile, terzo giocatore nella storia della Serie A a realizzare almeno 17 gol nelle prime 14 gare stagionali di campionato dopo Antonio Angelillo (21 nel 1958/59) e Felice Placido Borel (17 nel 1933/34). La Lazio di Simone Inzaghi è un meccanismo che funziona, e che esalta le caratteristiche del suo atipico, letale centravanti.

Esaltare Immobile, l'oro di Inzaghi

Immobile, capocannoniere della Serie A, è insieme il giocatore con la quota più elevata di expected goals in campionato, e con la differenza più elevata tra gol realizzati e stimati. Dunque, non è solo il più pericoloso della Serie A, ma è il migliore di tutti nel valorizzare le occasioni. Ogni novanta minuti, il modello stima che dovrebbe segnare 0,83 gol in base alla tipologia di conclusione, all'angolo di tiro, alla distanza dalla porta. Tra i giocatori con più di dieci presenze in campionato, solo Muriel ha una pericolosità stimata maggiore (1,01). Immobile ne ha effettivamente realizzati 1,12 ogni 90 minuti, Muriel 1,22. Anche se il colombiano ha giocato quasi la metà dei minuti.

Immobile non sta mai fermo. Ha completato la transizione in un centravanti preciso, costante, nel posto giusto al momento giusto, che sorprende portieri e difensori per un'interpretazione del gioco e del tiro finalizzata a centrare la porta nella maniera spesso più diretta possibile: vedi il movimento con cui si sfila e colpisce da solo in occasione del gol vittoria a Firenze, o le reti contro Torino e Bologna in cui non incrocia ma va diretto sul primo palo.

Il profilo dei tiri di Ciro Immobile in questa stagione in Serie A (fonte Understat)
in foto: Il profilo dei tiri di Ciro Immobile in questa stagione in Serie A (fonte Understat)

Valorizzare Correa, l'uomo in più

La ricerca di un calcio verticale, diretto, con un centravanti come Immobile richiede un utilizzo intuitivo degli spazi e giocatori in grado di creare disequilibri nelle difese avversarie per poter poi occupare quei vuoti. Correa, che completa 2,9 dribbling di media a partita, è esattamente l'uomo giusto. L'uomo in più.

In questa situazione di gioco, contro la Sampdoria, Correa salta il marcatore e scatta verso l’area a ricevere l’apertura di Luis Alberto
in foto: In questa situazione di gioco, contro la Sampdoria, Correa salta il marcatore e scatta verso l’area a ricevere l’apertura di Luis Alberto

I movimenti di Correa consentono la creazione di scambi rapidi palla a terra. Non è raro vedere Immobile e Correa vicini, con la possibilità di scambiarsi le posizioni a ridosso dell'area, quando la Lazio attacca in modo da aumentare pressione sui centrali avversari.

Ma allo stesso tempo l'argentino moltiplica le possibilità di verticalizzazione lunga in campo aperto, come si vede in questa situazione di gioco, durante la rimonta-show contro l'Atalanta: da 0-3 a 3-3 anche grazie alla maggiore velocità nel ribaltare l'azione scavalcando il centrocampo nerazzurro. Una possibilità che l'argentino esalta venendo incontro tra le linee.

Correa si abbassa dietro le linee di pressione e permette di ripartire con un lancio lungo che sbilancia l’Atalanta
in foto: Correa si abbassa dietro le linee di pressione e permette di ripartire con un lancio lungo che sbilancia l’Atalanta

Liberare la visione di Luis Alberto

In questa stagione, la Lazio attacca in prevalenza da sinistra: da qui infatti partono il 39% delle azioni biancocelesti, rispetto al 32% che si sviluppano da destra e al 29% che partono per vie centrali. Non è un caso. Nel corridoio di centro-sinistra si muove Luis Alberto, che contro la Juventus ha raggiunto gli 11 assist in stagione. Il lancio per Milinkovic-Savic che sposta gli equilibri del match dopo l'espulsione di Cuadrado racconta bene il momento dello spagnolo e la sua centralità nell'idea di gioco di Inzaghi.

Come ha scritto Claudio Pellecchia su Rivista Undici, "in un calcio in cui l'occupazione preventiva degli halfspaces e la capacità di restringere e dilatare a piacimento la propria zona di competenza fanno la differenza, sembra impossibile che un singolo giocatore riesca ad essere così condizionante e decisivo solo grazie alla sua dimensione tecnica".

"Inzaghi mi ha dato la continuità e la sicurezza che cercavo. Quest'ultima stagione mi ha permesso di avere più libertà e spazi con la palla. Vuole che io sia più protagonista e sta andando bene per me e la squadra” ha spiegato a ottobre in un'intervista al quotidiano spagnolo Marca.

Nettamente primo per passaggi chiave (3,8 di media a partita sui 60 effettuati) e per dribbling (2.1 a partita), Luis Alberto è il terzo giocatore nella rosa laziale per tiri tentati (2.9 di media). Questi dati dimostrano la completezza dello spagnolo, che può guidare tanto la fase di costruzione quanto la rifinitura e la finalizzazione. Un giocatore in grado di dilatare il campo, di adattare il ritmo della conduzione del pallone alla situazione di gioco e alla tipologia di difesa. Se la Lazio ha aumentato il tasso di imprevedibilità negli ultimi trenta metri, il merito è in gran parte suo.

La partita di Luis Alberto contro la Juve (fonte: Sofascore)
in foto: La partita di Luis Alberto contro la Juve (fonte: Sofascore)

Aumentare la densità per scatenare Milinkovic-Savic

La ricerca più insistita della costruzione nella zona di sinistra ha un effetto collaterale nient'affatto secondario. Offre più spazio per Milinkovic-Savic, che può così aprire le difese in campo aperto, come nel finale contro la Juventus, o infilarsi in area alle spalle del marcatore come in occasione del gol del 2-1 nel successo interno per 4-2 contro il Lecce.

Il serbo, infatti, si sta specializzando a occupare la posizione di mezzala destra con licenza di inserirsi verso l'area. In questo modo, prende forma una visione di calcio offensivo, in cui gli esterni restano alti e gli spazi di mezzo si riempiono con le mezzali e almeno uno dei due attaccanti che creano superiorità e costringono i difensori avversari a dover pensare velocemente se uscire sull'uomo o tentare di chiudere la linea dell'ultimo passaggio.

Promuovere Acerbi leader della difesa

Inzaghi coinvolge tutti i centrocampisti anche nella fase difensiva. Chiede ai suoi giocatori di aumentare la densità per incrementare le possibilità di intercettare un passaggio o di recuperare il pallone in una zona più alta del campo. Finora, ha subito oltre quasi sei gol in meno di quelli che avrebbe dovuto incassare secondo il modello degli expected goals: solo Verona e Lecce hanno fatto meglio in stagione. In termini difensivi, Inzaghi mette i due marcatori della difesa a tre di fatto a uomo sugli attaccanti avversari con Acerbi in appoggio.

Acerbi ha anche un fondamentale ruolo nella fase di avvio dell'azione. E' lui il primo regista della squadra, che spesso può impostare senza essere direttamente pressato. Contro squadre che difendono basse e aspettano, la sua prima opzione non è appoggiare verso uno degli altri due difensori, ma saltare la linea e aprire il gioco verso uno degli esterni di centrocampo: gli avversari si trovano così a dover velocemente scivolare in zona palla. Oppure cerca il playmaker che si abbassa quasi sulla linea difensivi per poi avviare l'azione. La Lazio riesce così ad essere compatta, a darsi più opzioni per superare la prima linea di pressing e insieme a diventare più imprevedibile nella trequarti offensiva.