14 Ottobre 2017
21:36

Lazio, i cinque segreti che ti hanno fatto grande 

L’esplosione definitiva di Ciro Immobile unita ad un progetto tecnico di lungo corso che ha un unico deus ex machina: Simone Inzaghi. Merito di aver potuto lavorare lontano dalle pressioni e con una società alle spalle solida e con le idee chiare. Riuscendo a sposare al meglio risultati, mercato e bilanci.
A cura di Alessio Pediglieri

La vittoria della Lazio ha dello straordinario: la Juventus non perdeva da due anni tra le proprie mura e l'impresa compiuta dai capitolini è straordinaria. Ma parte da lontano. Perché questa Lazio già nelle gare precedenti aveva dimostrato di avere quadratura e margini di crescita importanti, con facilità assoluta nel trovare la via del gol e con una struttura generale compatta e ordinata. Mertito certamente di Inzaghi jr, così come la presidenza che ha proseguito un progetto tecnico senza farsi distrarre da voci di mercato o nomi altisonanti. E di un ambiente che è partito a fari spenti, senza pressioni e con la convinzione di poter essere la classica mina vagante che può creare scompiglio.

La Lazio c'è, campionato avvisato

Prima il Milan, ora la Juve

Il Milan lo aveva già capito e da questa sera anche la Juventus ha conosciuto la forza di questa Lazio. Che si fa grande con le avversarie di calibro e che si trasforma in cinica e autoritaria con le piccole. Risultato? Dopo 8 gare ha 19 punti, gli stessi della Juventus campione d'Italia, restando fissa nel gruppo di Zona Champions League. Un solo colpo a vuoto subito, all'Olimpico contro la Lazio (1-4) poi 21 reti segnate e solo 10 subite, con Ciro Immobile capocannoniere della squadra e del campionato (11 reti).

I cinque segreti della crescita

Immobile, scommessa vinta

Il primo segreto di questa Lazio, dunque è proprio lui, Ciro Immobile, una scommessa già vinta da parte della società capitolina che ha voluto puntare pesante sul riscatto di un attaccante che arrivava da un periodo involutivo lungo, nato dalla sua partenza da Torino. Lasciati i colori granata Immobile non ha trovato fortuna all'estero tra Bundesliga e Liga spagnola e anche nel suo rientro in Italia è sembrato in costante fase calante. Poi, la scelta giusta: due estati fa sposando il progetto laziale. Da allora Immobile non ha più deluso: 26 gol e 7 assist la passata stagione, già 11 reti e 3 assist dopo 8 giornate adesso.

La scelta in panchina: Simone Inzaghi

Se Immobile è il finalizzatore massimo, meriti indubbi li ha anche chi sta in panchina, Simone Inzaghi. Arrivato quasi per caso nel ruolo di primo allenatore visto che la presidenza aveva altre mire, puntando forte sul ‘Loco' Bielsa che poi rifiutò il compito all'ultimo istante, ‘costringendo' Lotito a rimediare su Inzaghi Jr. Che con modestia, serietà e umiltà ha svolto il suo compito riuscendo ad entrare nello spirito del gruppo che aveva tra le mani, provando a plasmarlo a propria immagine e somiglianza. La sua impronta c'è e si vede e le ultime di mercato che lo vorrebbero in rampa di lancio per il dopo Allegri sono più che meritate.

Compattezza societaria: Lotito fa scuola

Complimenti però anche ad una dirigenza che ha saputo progettare dentro e fuori dal campo senza perdersi in ansie da prestazione. Sarà anche uno dei presidenti più contestati in assoluto ma Claudio Lotito ha l'indubbio merito di non aver mai creato disordini societari interni. Da anni fa coppia perfetta con Igli Tare, ds tutto fare unico al mondo a reggere l'urto del vulcanico dirigente standogli al fianco e dando continuità alle scelte. E' anche qui il segreto della Lazio: ognuno sa il proprio ruolo, dentro e fuori dal campo.

L'equilibrio perfetto: mercato e bilanci

Il calciomercato degli ultimi anni è una dimostrazione concreta di ciò che la Lazio sta costruendo a fari spenti. Ogni stagione sono arrivati giocatori che puntualmente si sono rivelati a stagione in corso perfetti elementi inseriti nel gruppo. Arrivati a prezzi da saldo, senza partecipare ad aste e preservando i bilanci della società: Milinkovic Savic, Keita, Felipe Anderson, Biglia, Immobile, Luis Alberto, Lucas Leiva. Nomi sparsi che insieme riuniscono le ultime tre estati di mercato, votate ad un progetto che finalmente sta prendendo forma.

La mancanza di pressione

Senza fretta e senza aspettative. Tutti hanno parlato di Juventus padrona, del duopolio alternativo formato da Roma e Napoli, della crescita di Inter e Milan sotto l'egida dei padroni cinesi. Nessuno ha notato la Lazio che è partita nel gruppo, ai margini delle migliori. Lavorando serenamente e con tranquillità, conquistando la propria autostima nel tempo ma in modo costante. Fino all'apoteosi attuale con il successo sulla Juventus. Il difficile arriverà adesso che la Lazio è uscita allo scoperto: di diritto è tra le migliori 4/5 del campionato e dovrà confermarlo fino a fine campionato.

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