L’Atalanta espugna l’Olimpico per 3-1 e si porta momentaneamente a +3 sulla Roma di Ranieri, si conferma miglior attacco del campionato con 71 gol all’attivo e vince anche senza un Ilicic in grande spolvero. Fanno tutto Gomez, luce della manovra atalantina, Zapata, bravo e lucido a siglare la sua 22esima firma in campionato, ma soprattutto lo sfortunatissimo Wallace che, in questo match, mette lo zampino in ogni singola realizzazione bergamasca.

dapprima, non sale in tempo sul gol del pari del colombiano, poi, sbaglia il disimpegno sulla rete del 2-1 regalando il pallone al Papu e infine, per completare il peggior pomeriggio della sua vita sportiva, realizza, di testa, l’autorete dell’1-3 per la disfatta finale. Lazio Ko e fuori dalla bagarre Champions, Atalanta quarta e col vento in poppa. Ma fra dieci giorni all’Olimpico, pronta la gara della vendetta: la finale di Coppa Italia 2018/19.

Castagne la ribalta, ma Wallace è un disastro: che errore per l’ex Braga

Il secondo tempo dell’Olimpico è un eterno paradosso: i padroni di casa prendono campo, giocano meglio, acquisiscono fiducia ma poi si sabotano regalando il raddoppio agli avversari per mano di Castagne. E l’elemento di disturbo nell’undici biancoceleste è Wallace che, dopo il mezzo errore del primo tempo, quello che permette a Zapata di restare in gioco e siglare il punto dell’1-1 su conclusione di Freuler, ne combina una ancora peggiore. Convinto di regalare continuità in termini di pressione ai suoi, che avanzano il baricentro in avvio di ripresa, il brasiliano tocca di prima intenzione col mancino ma sbaglia la misura con Gomez, bravo e attento, a intercettare e poi a involarsi davanti a Strakosha. Perfetto nel chiudere lo specchio ma non altrettanto abile a evitare il gol del belga Castagne che, a rimorchio, riceve l’assist vincente del Papu per il pesantissimo 2-1. Un 2-1 che eleva a protagonista assoluto l’ex Genk e condanna, inesorabilmente, l’ex Braga Wallace. Piaga d’Egitto per i suoi.

A sinistra il campo coperto da Parolo, a destra, quello da Freuler (whoscored.com)
in foto: A sinistra il campo coperto da Parolo, a destra, quello da Freuler (whoscored.com)

Parolo si inserisce con costanza, e segna al primo tiro utile. Freuler assistman involontario

Segna, corre, si propone, crea gioco in tandem con Leiva, si inserisce e non smette un istante di restare concentrato, dentro e nel vivo del match. È la partita, in sintesi, di Marco Parolo capace, anche in una mediana orfana della qualità di Milinkovic-Savic, di sopperire all’assenza del serbo e abbinare quantità e ottime giocate nella zona nevralgica del campo. E poi, come detto, in una delle sue prime apparizioni nel terzo quarto avversario, l’ex Parma si riscopre realizzatore siglando la sua quarta segnatura in campionato con un fulmineo mancino che si piazza nell’angolino basso della porta difesa da Gollini.

le posizioni medie di Lazio e Atalanta (whoscored.com)
in foto: le posizioni medie di Lazio e Atalanta (whoscored.com)

Dalle sue parti, a rispondergli, nel duello individuale, c’è un Freuler monocorde, che gioca semplice, orizzontale ma che, al tempo stesso, non aggiunge nulla alla trasmissione della sfera con Ilicic e soprattutto Gomez chiamati a fare la differenza lì davanti. Eppure, in una delle sue rare scorribande offensive, l’ex Lucerna calcia male a rimorchio regalando una palla d’oro per Zapata che, ovviamente, non perdona. Insomma, l’#11 orobico si guadagna la sufficienza ma non emerge nella sfida sulla mediana col positivissimo Parolo che aggiunge, pure, i suoi soliti 12 chilometri, o giù di lì, di corsa.

Zapata non perdona, Wallace tiene in gioco il colombiano

Alla vigilia del match dell’Olimpico Zapata si presentava come il secondo miglior realizzatore esterno d’Europa con 14 centri. A meno uno dall’inarrestabile Messi, luce, leader e leggenda del Barcellona. E questa sua investitura ha spaventato un po’ tutti. Anche il buon Inzaghi che, al netto delle tante defezioni in difesa, decide di affidarsi a tre lungagnoni come Bastos, Acerbi e Wallace. Incapaci però, per le malefatte del numero #13, alla fine dei giochi, di porsi come argine, barriera e diga alle sortite e alla fisicità del colombiano.

Che, dopo 22 giri d’orologio, trova, anche un po’ fortunosamente, con Freuler che calciando male lo mette davanti a Strakosha, il punto dell’1-1. Ma anche, il gol numero 22 in campionato, il 15esimo esterno che gli fa raggiungere la Pulga assente ieri nella sconfitta indolore dei blaugrana contro il Celta Vigo. Il #91 orobico però, deve ringraziare il brasiliano Wallace lento nel leggere lo sbilenco tiraccio di Freuler, far salire la linea di difesa e mettere in fuorigioco l’onnivoro Zapata.

in azzurro i passaggi chiave di Gomez, in rosso quelli di Leiva (whoscored.com)
in foto: in azzurro i passaggi chiave di Gomez, in rosso quelli di Leiva (whoscored.com)

Gomez imprendibile, Ilicic non al meglio. Leiva costruisce bene

Ilicic, in dubbio nel corso di tutta la settimana per via di un affaticamento agli adduttori che gli aveva precluso la sfida all’Udinese, gioca dal primo minuto ma si trascina in mezzo al campo mettendo in luce, ma solo a sprazzi, il suo talento. Certo, su di lui c’è un attentissimo Bastos ma la sua è una gara intermittente che lo vede protagonista senza soluzione di continuità, in positivo e negativo. Regala illuminanti intuizioni e scelte di gioco in coppia con Gomez ma sbaglia anche facili appoggi, e pure il gol del raddoppio a metà primo tempo, mettendo in mostra una condizione fisica precaria che di sicuro non lo facilita nei suoi compiti. Che vanno dalla creazione alla finalizzazione della manovra. Almeno, fino al minuto 65 quando esce per Pasalic. Con questi oneri, per la maggiore, demandati al Papu apparso, sin dall’inizio, in grande spolvero. Sterza, dribbla tutti, allarga la manovra, scende fino ai confini del suo centrocampo per legare i reparti, sforna due assist e conclude con costanza rivelando un gap, in termini di condizione con lo sloveno, abbastanza ampio. Mentre in regia, sponda Lazio, il brasiliano Lucas Leiva si disimpegna molto bene dimostrando già contro la temibile Atalanta del Gasp di meritare il recente rinnovo fino al 2022 con i biancocelesti. Esperienza, lucidità e controllo sempre a disposizione del tecnico Inzaghi.

le zone di gioco nel quale la difesa ha spazzato i tentativi avversari (whoscored.com)
in foto: le zone di gioco nel quale la difesa ha spazzato i tentativi avversari (whoscored.com)

Immobile si muove bene ma non punge. Bravi Djimsiti e Masiello su di lui

Il gol numero 100 in Serie A per Ciro Immobile sta diventando un vero incubo col ragazzo di Torre Annunziata, ormai, a secco da quattro gare e con la sensazione di lavorare molto per la squadra e poco per sé. Ciro si impegna, prova a logorare ai fianchi la difesa, a giocare di sponda, a creare spazi e interstizi vitali per i compagni andando però a sbattere rovinosamente sul muro atalantino. Eretto dall’esperto Masiello ma anche da Mancini e dal bravissimo Djimsiti. Quest’ultimo capace, nel giro di un anno, di ritrovarsi dalla lotta per non retrocedere col Benevento a quella per la Champions con l’Atalanta per una sorta di capolavoro, alla cui regia c’è il solito Gasperini, che si materializza anche all’Olimpico con l’albanese non solo eccellente in chiusura su Immobile ma anche determinante in zona gol col colpo di testa del 3-1 sul solito, indovinate un po’, sfortunatissimo Wallace. Che, da replay,  butta in porta il cross di Gomez dalla bandierina.

Tabellino e voti

Lazio (3-5-2) #1 Strakosha 6; #13 Wallace 4, #33 Acerbi 6, #15 Bastos 6+ (Dal 78’ Pedro Neto s.v.); #27 Romulo 6, #16 Parolo 7, #6 Lucas Leiva 6+ (Dal 78’ Badelj s.v.), #10 Luis Alberto 5.5, #77 Marusic 5.5; #20 Caicedo 6 (Dal 55’ Correa 6), #17 Immobile 6-. A disposizione: #23 Guerrieri, #24 Proto, #50 Alia; #98 Zitelli, #3 Luiz Felipe, #28 Kalaj, #14 Durmisi; #32 Cataldi, #66 Bruno Jordao, #11 Correa, #25 Badelj; #30 Pedro Neto. Allenatore Simone Inzaghi 6

Atalanta (3-4-2-1) #95 Gollini 6; #5 Masiello 6.5, #19 Djimsiti 7, #6 Palomino 5.5 (Dal 46’ Mancini 6.5); #33 Hateboer 6, #15 de Roon 6-, #11 Freuler 6 (Dal 85’ Pessina s.v.), #21 Castagne 7; #10 Gomez 7.5, #72 Ilicic 6 (Dal 65’ Pasalic 6); #91 Zapata 7. A disposizione: #1 Berisha, #31 Rossi; #7 Reca, #23 Mancini, #41 Ibanez; #22 Pessina, #88 Pasalic, #8 Gosens, #78 Del Prato, #70 Colpani; #17 Piccoli. Allenatore Gian Piero Gasperini 7