La data dell'udienza è ancora da confermare ma è certo che Neymar finirà davanti alla Commissione Etica e Disciplina della Uefa rischiando squalifica e multa. Perché la stella brasiliano del Paris Saint-Germain è sotto i riflettori della federazione? Cosa ha combinato se l'ultima partita giocata in Champions risale a dicembre dell'anno scorso? Nulla in campo, considerato che nel doppio confronto con il Manchester United non era presente per infortunio, ma le ‘bombe' sganciate contro il Var e in particolare l'arbitro italiano Irrati lo hanno messo nei guai per violazione dell'articolo 15, comma d del Regolamento Uefa.

Cosa è accaduto? Riavvolgiamo il nastro e torniamo ai 180 minuti che il Psg ha giocato contro i Red Devils. Il fattaccio risale al match di ritorno degli ottavi di finale, rivelatosi fatale per i francesi che partivano dal netto vantaggio dell'andata (vittoria per 2-0 a Old Trafford) sprecando tutto nella gara del Parco dei Principi. Un match rocambolesco, scandito anche dal clamoroso errore commesso da Gigi Buffon che spianò la strada alla vittoria/rimonta degli inglesi: alla squadra di Solskjaer andò la qualificazione, a quella di Tuchel solo tanta delusione.

Cosa aveva detto O Ney. Neymar la prese male e puntò l'indice contro gli arbitri che nella control room intervennero per assegnare al Manchester United un calcio di rigore al 94°. Dal dischetto Rashford fu implacabile scatenando la furia del campione sudamericano. "Il Var? Una vergogna… ma vaffa…", disse il calciatore in una story pubblicata su Instagram. E adesso l'impressione è che, a differenza del Cholo e di CR7, non se la caverà solo con una multa.

A seguito del match di ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra PSG e Manchester United – si legge nella nota della Federazione – è stato aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Neymar Junior per atti offensivi o molesti nei confronti del direttore di gara (dichiarazioni fatte dal giocatore in seguito alla partita).