Passare dalla tribuna in Lega Pro all’esordio in Serie A in soli sei mesi non è una cosa che accade spesso nella carriera di un calciatore, specialmente se quel treno che passa una volta nella vita per la massima Serie sembrava già perso. Eppure Simone Calvano ci è riuscito a 24 anni, grazie al Verona, a tante coincidenze e una perseveranza fuori dal comune, e adesso sta facendo di tutto affinché su quel treno ci possa rimanere.

Dall’Atalanta all’esordio con il Milan di Allegri

Per comprendere la “strana” parabola calcistica del milanese classe ’93 dobbiamo fare un balzo indietro nel tempo di quasi 8 anni, cioè al 2010 quando all’età di 17 anni il Milan lo strappò all’Atalanta, società nella quale è cresciuto, per quasi 1 milione di euro. Una cifra che faceva di Simone Calvano un predestinato, a maggior ragione quando Clarence Seedorf, all’epoca bandiera dei rossoneri, lo mise sotto la propria ala protettiva negli allenamenti in prima squadra. Ma il centrocampista olandese non fu l’unico ad accorgersi del suo talento: l’allora allenatore dei meneghini Massimiliano Allegri ne segue lo sviluppo e il 26 gennaio 2012 lo fa esordire “con i grandi” in Coppa Italia nella partita Milan-Lazio 3-1, entrando al posto di Robinho all'89’.

Il rendimento squadra per squadra di Simone Calvano in tutta la sua carriera fino ad oggi (fonte Transfermarkt)
in foto: Il rendimento squadra per squadra di Simone Calvano in tutta la sua carriera fino ad oggi (fonte Transfermarkt)

“Fatal Verona”: l’infortunio ai legamenti

La strada verso una carriera importante sembra essere spianata, ma, come spesso accade, nel momento in cui bisogna oltrepassare quel confine tra promessa per il futuro e risorsa per il presente, accade un imprevisto che ne condiziona l’ascesa. Dopo due stagioni passate nella primavera di Giovanni Stroppa, infatti, il centrocampista viene ceduto in prestito con diritto di riscatto (divenuta poi cessione a titolo definitivo l’anno seguente) all’Hellas Verona, ma un brutto infortunio ai legamenti della caviglia sinistra non gli consente di ritagliarsi il suo spazio tra le fila degli scaligeri.

Sette squadre in quattro anni: tour tra Lega Pro e Serie D

E così a gennaio del 2013 comincia il suo tour di prestiti in giro per l’Italia tra Lega Pro e Serie D che lo vede approdare prima al San Marino, poi al Lanciano (con cui non è mai sceso in campo), all’Albinoleffe, alla Pistoiese, al Teramo, al Tuttocuoio e infine, lo scorso anno, alla Reggiana dove, dopo una buona prima parte di stagione, finisce a fare la riserva per chiudere poi l’annata, nel momento decisivo (quello dei playoff per la promozione in Serie B), addirittura in tribuna. Ormai sembrava dunque che il destino del non più giovanissimo Simone Calvano fosse segnato: calciatore destinato a divincolarsi nel mare magnum delle Serie minori aspirando al massimo alla cadetteria.

Il rendimento di Simone Calvano nelle ultime gare della scorsa stagione con la Reggiana in Lega Pro (fonte Transfermarkt)
in foto: Il rendimento di Simone Calvano nelle ultime gare della scorsa stagione con la Reggiana in Lega Pro (fonte Transfermarkt)

Il destino toglie, il destino dà: dalla tribuna in Serie C al debutto in Serie A

Ma ecco che lo stesso destino che qualche anno prima gli aveva tolto adesso gli dà: dovrebbe partire ancora prestito in Serie C (il nuovo “vecchio” nome della Lega Pro), ma la questione Albertazzi, l’infortunio di Bianchetti e soprattutto quello di Zaccagni convincono gli scaligeri a tenerlo a disposizione di mister Pecchia per la nuova avventura in Serie A. All’inizio si allena con la Primavera e non viene inserito nella lista dei 25 non potendo quindi giocare con la prima squadra, destinato quindi a ripreparare le valige in vista del mercato di gennaio.

Ma a novembre arriva la svolta: prolunga il suo contratto in scadenza con l’Hellas fino al 2020 e viene reintegrato nella lista del club gialloblù per il campionato di Serie A. Dopo alcune partite in cui viene lasciato in panchina fino al 90’, Pecchia nella gara contro la Spal del 10 dicembre scorso a dieci minuti dal termine decide che è arrivato il momento di far esordire in Serie A Simone Calvano. Da lì ad oggi ha giocato altri cinque spezzoni di partita contro Juventus, Napoli, Fiorentina, Crotone e Roma, per un totale di 91 minuti complessivi. Non un grande bottino certo, ma se si pensa che solo sei mesi fa veniva lasciato fuori in Lega Pro non è poi così male come secondo inizio.