La maglia Azzurra dell’Italia compie 101 anni

Oggi con il marketing che detta legge siamo abituati a vederne di tutti i colori. Le seconde maglie di tutte le squadre, grandi e piccole, cambiano radicalmente ogni dodici mesi. La stella scura, al centro della seconda maglia della Juventus, rosa shocking è un pugno nel cuore, anche per molti tifosi bianconeri. Le stravaganze non riguardano solo la squadra di Conte. Un paio d’anni fa, l’Inter si presentò in campo con la maglia dei Templari. Mentre i Red Devils furono costretti ad indossare una maglia grigia, abiurata dopo una serie di sconfitte. Il Napoli, in un’anonima annata in serie cadetta, indossò una maglia a strisce bianca e azzurra. Fino a un anno fa si pensava che il marketing era dominante solo con le squadre di Club, invece il cambio di sponsor ha portato due nuove divise alla Francia.
Ribery e Benzema indossano una maglia bleu molto classica, da calcio anni ’30 con i lacci, che tutto sommato è piaciuta. Mentre la seconda ha scatenato le ire dei francesi, e non solo. Perché i ragazzi di Blanc sembrano dei marinaretti. La nostra Nazionale, invece, ha cambiato tante tonalità di blu, ma per il momento non ha vissuto stravolgimenti traumatici. In realtà, però, il cambio rivoluzionario c’è stato il 6 gennaio 1911. Perché quel giorno l’Italia indossò per la prima volta la maglia Azzurra. La Nazionale italiana ha giocato le prime due partite della sua storia con una divisa bianca. La prima della Nazionale fu travolgente, a Milano, il 15 maggio 1910, la Francia fu sconfitta con un rotondo 6-2. Dopo aver preso sei gol in Ungheria si decide di cambiare maglia. Si disse che il bianco fu scelto per onorare la Pro Vercelli, una delle squadre più forti dell’epoca.
Si passò all’Azzurro. Negli anni sono state fatte tante ipotesi. Alcune fantasiose, altre legate a clichè datati: ‘è stato scelto l’Azzurro perché è il colore del mare (e del cielo.’; qualcuno disse che si optò per l’Azzurro per emulare i francesi, che però avevano, ed hanno, la maglia blu. In realtà fu scelto l’Azzurro perché era il colore dei Savoia. La Casa Reale ‘concesse’ il proprio colore alla Nazionale di Calcio, che sul petto aveva anche lo stendardo Reale. La maglia bianca divenne la seconda. La Nazionale italiana, purtroppo, non ha giocato solo in azzurro o in bianco. Perché nel 1938, in piena Era fascista, con i calciatori che facevano il saluto romano in campo, scesero in campo due volte con la maglia nera. La prima volta in un’amichevole contro la Jugoslavia, giocata a Genova. Di ben altra importanza la seconda sfida in nera. A Parigi, allo stadio Colombes, quello in cui è stato girato il film Fuga per la Vittoria, l’Italia sfidò la Francia in un match valido per i quarti di finale del Mondiale del 1938. Finì per 3-1 la squadra di Vittorio Pozzo. Il fascio e il simbolo sabaudo scompaiono nel dopoguerra e vengono sostituiti da uno Scudetto tricolore, che ha accompagnato gli Azzurri nei trionfi Mondiali dell’82 e del 2006.