La lotta per combattere la Sla è ancora molto lunga: tanto quanto quella per sconfiggere l'ignoranza e la stupidità. L'ennesimo caso che ha riportato in primo piano la "stronza" (soprannome che il povero Stefano Borgonovo aveva detto alla terribile malattia) è stata l'incredibile decisione che, almeno inizialmente, ha preso la Klm: la nota compagnia aerea di bandiera olandese. Il caso ha voluto che come protagonista di questa clamorosa vicenda sia stato Fernando Ricksen: ex difensore della nazionale olandese, che in carriera ha giocato anche con le maglie dell'Az Alkmaar, Rangers Glasgow e Zenit San Pietroburgo. Malato di Sla dal 2013, Ricksen si è visto infatti rifiutare l'imbarco sull'aereo a causa delle sue condizioni fisiche: giudicate non idonee dal personale di terra della compagnia olandese. Il motivo di tale decisione, prima delle scuse, del dietrofront e del suo regolare accesso a bordo, è stato lo zelo del personale Klm secondo il quale Ricksen (obbligato ad usare la sedia a rotelle per salire sull'aereo) non sarebbe stato in grado di fronteggiare un'emergenza come tutti gli altri passeggeri.

A Glasgow per la sua fondazione

L'episodio, che ha ovviamente fatto molto rumore, è accaduto a Valencia in occasione della partenza per Amsterdam, da dove il giocatore sarebbe poi dovuto ripartire alla volta di Glasgow per presenziare (insieme ad altri ex giocatori, tra cui anche Marco Negri) ad una serata in onore della "Fernando Ricksen Foundation": fondazione impegnata nel raccogliere fondi per tentare di sconfiggere la Sla. L'indignazione generale, alimentata dai social network, ha così convinto la compagnia aerea a ripensare alla sua decisione e permesso a Ricksen di raggiungere la Scozia: "Fernando ha preso l'aereo per lo stesso tratto tre volte nell'ultimo mese e senza alcun problema – ha dichiarato il suo biografo ufficiale, Vincent de Vries – Pensa e crede di stare abbastanza bene per volare da solo. Se non lo fosse, di certo non prenderebbe l'aereo".