E con quella di Udine, sono otto vittorie consecutive in campionato. Dieci se si aggiungono le due gare di Champions League. Nessuno meglio della Juventus in Europa, e ovviamente anche in Italia dove l'Udinese ha dovuto abbassare la testa di fronte alla legge del più forte. Imbarazzante la differenza di valori tra le due squadre, straordinaria l'intensità con la quale la vecchia signora ha affrontato la trasferta in Friuli.

Di fronte ad una squadra perfetta, la squadra di Velazquez ha sofferto troppo nel primo tempo e solo nella ripresa ha provato a giocarsi la partita. Ora la classifica piange in casa friulana e il terzo ko consecutivo potrebbe dare il via alle polemiche. Per quando concerne la Juve, invece, se gli uomini di Allegri continueranno a giocare con questa mentalità faranno davvero un campionato a parte.

Dominio bianconero

C'è un Everest da scalare per l'Udinese, che affronta Cristiano Ronaldo e soci dopo le due sconfitte consecutive con Lazio e Bologna. Velazquez parte con un 4-1-4-1 molto prudente, con Behrami incaricato di aiutare la linea di difesa e provare ad alimentare le ripartenze di Lasagna. Allegri risponde con Bentancur nei tre di centrocampo e con Dybala dietro a CR7 e Mandzukic. Si gioca prevalentemente nella metà campo friulana, dove la Juventus sfonda facilmente sulle due corsie esterne: specialmente su quella di destra, dove Cancelo fa venire il mal di testa a Samir.

Ad ogni attacco juventino l'Udinese rischia di andar sotto. Dopo due tiri dalla distanza di CR7 e Pjanic, il vantaggio arriva inevitabile (e meritato) al 33esimo grazie ad un preciso colpo di testa di Bentancur. A chiudere un primo tempo totalmente dominato dalla Juventus è il quarto centro in campionato di Cristiano Ronaldo: implacabile anche con il piede mancino. Prima dell'intervallo l'unica risposta dell'Udinese: una conclusione dai 20 metri di Barak che scheggia il palo alla sinistra di Szczesny.

Scuffet protagonista

Contro una Juventus così in palla difendersi non conviene. Soprattutto se sei sotto di due gol. L'Udinese lo capisce, butta in campo un po' di coraggio ad inizio ripresa e crea una palla gol con Lasagna, che però trova Alex Sandro sulla linea ad evitare il 2 a 1. Dopo Emre Can (fuori Matuidi) entra anche Bernardeschi al posto di Dybala. Velazquez schiera invece Pussetto per Behrami.

L'ex giocatore della Fiorentina, strapazzato da Allegri nei giorni scorsi, entra bene in partita. Scuffet diventa protagonista prima negandogli il gol, poi ipnotizzando Manduzkic (che calcia a lato) ed infine respingendo da campione un destro da dentro l'area di Cristiano Ronaldo. A cinque dal termine c'è spazio anche per la traversa di Cancelo: ultima emozione dell'ennesima prova da applausi di Chiellini e compagni.