In campionato dopo la Champions League. Cristiano Ronaldo non era abituato a essere sostituito con simile frequenza, più ancora lasciando il rettangolo verde con largo anticipo (al 55°). In carriera gli era capitato quasi sempre di arrivare a pochi minuti dal 90°, in virtù del classico cambio che gli allenatori mettono in atto per strategia o, più semplicemente, per concedere standing ovation ed evitare inutili rischi. Contro il Milan le cose sono andate diversamente: Sarri lo ha richiamato in panchina dopo nemmeno una decina di minuti dall'inizio della ripresa e per un calciatore dall'ego dilatato come l'ex Real Madrid vedere il suo numero comparire sulla lavagnetta luminosa deve essere stato una sorta di affronto.

Ronaldo lascia il campo: ignora Dybala, Sarri e la panchina

Paulo Dybala è lì, che lo attende sulla riga bianca. Ronaldo accenna una piccola corsa, tiene lo sguardo basso e a stento tende la mano all'argentino che è pronto per fare il suo ingresso. Quasi non lo guarda in faccia, si limita a un cenno di saluto con il capo. Null'altro. Dall'espressione del viso si capisce che, ancora una volta, non ha gradito la decisione dell'allenatore. CR7 fa ancora qualcos'altro che non passa inosservato: invece di fare ritorno nel box dove sono seduti i compagni di squadra e lo staff tecnico, imbocca direttamente il tunnel che conduce nella pancia dell'Allianz Stadium e nello spogliatoio. Lo fa in tutta fretta, sottraendosi così anche all'obiettivo delle telecamere che provano a carpirne una reazione. Poco dopo lascerà lo stadio in anticipo rispetto agli altri compagni di squadra: andrà direttamente a casa dopo aver fatto la doccia.

Il cambio (e il disappunto) di CR7 anche in Champions con la Lokomotiv

Mercoledì scorso, durante la gara di Champions League contro la Lokomotiv Mosca, Sarri aveva fatto una scelta del genere suscitando il disappunto del portoghese. Allora, però, CR7 non nascose la delusione e andò ad accomodarsi in panchina contrariato pur conservando rispetto per la figura dell'allenatore. Nel dopo partita fu lo stesso tecnico a chiarire i motivi di quella sostituzione: "non sta benissimo" e chiarì che non aveva visto il calciatore in perfette condizioni a causa di un fastidio all'adduttore.