Ha ricevuto il tributo dello Stadium Massimiliano Allegri in occasione di Juventus-Atalanta. Il tecnico toscano ha festeggiato l'ottavo scudetto l'ultimo alla guida tecnica dei bianconeri, prima dell'addio ufficializzato nella giornata di venerdì. Cosa farà ora l'allenatore livornese? Si tufferà in un'altra avventura o si prenderà un anno sabbatico? Allegri ai microfoni di Sky non scioglie i dubbi, chiarendo però le sue priorità sul suo futuro.

Chi sarà il successore di Allegri

Quale sarà il successore di Massimiliano Allegri? Nel post partita di Juventus-Atalanta, dopo la festa scudetto dei bianconeri, il tecnico ha dichiarato di non conoscere le volontà della dirigenza di corso Galileo Ferraris, parlando del futuro della Vecchia Signora: "Chi verrà al posto mio? Non lo so, sicuramente la società farà la scelta migliore per portare avanti questa squadra vincente che quest'anno in Champions è arrivata al doppio confronto in condizioni non normali. Lascio un'ottima squadra, di grandi giocatori pronta a rivincere il campionato e la Champions perché ce l'ha nelle gambe e nella mente. Sono cresciuti tutti tanto in questi anni, tutto l'ambiente. Ci vorrà spensieratezza che dovrà essere la forza per vincere la coppa".

Allegri e il bilancio dell'ultima stagione alla Juventus

Tempo di bilanci per Max che ha ripercorso la stagione della Juventus: "E' stato sottovalutato il fatto che dopo la partita di Madrid, ho dovuto mettere al riparo il campionato per le trasferte di Bologna e Napoli erano rischiose. Sapendo che il passaggio contro l'Atletico è stata una cosa imprevedibile, ma sulla carta eravamo più battuti che vincenti. In quel momento lì la mia preoccupazione era il campionato. Quando le annate iniziano così tra tanti infortuni bisogna prevedere quello che può succedere con un finale di campionato difficile, dove dovevamo arrivare con un ampio vantaggio per distruggere psicologicamente il Napoli. Il match con il Bologna dopo la sconfitta con l'Atletico è stata importante per il campionato. Da gennaio siamo ricrollati perché tanti giocatori non stavano bene, ma dovevano giocare.  Quando alleni una grande squadra devi fare delle scelte, e credo che abbiano giocato tutti per gli infortuni e le tante partite. 37 squadre differenti schierate lo dimostrano. Il campionato non è facile, anche se la squadra lo ha fatto diventare, soprattutto dopo tanti anni che lo fai".

Le emozioni di Allegri dopo il suo addio alla Juventus

Il tecnico in uscita dalla Juventus ha parlato delle emozioni di questi giorni, a partire dal saluto del presidente Agnelli e dei giocatori: "Con il presidente Agnelli è stata una cosa fantastica perché io ho avuto la fortuna di arrivare al Milan ed essere presentato da Berlusconi che parlò per un'ora e un quarto e non mi fece dire nulla. Per me è stato un onore avere Andrea al mio fianco nell'uscita, bellissimo che la squadra sia venuta a salutarmi perché abbiamo passato tantissimi anni insieme. E quando vivi così tanti sacrifici e arrivi a vincere la soddisfazione è gigante. Avevo chiesto di finire con una bella partita perché 8 scudetti non è semplice e i miei 5 sono tantissimi.

Quale sarà il futuro di Allegri, anno sabbatico o ritorno in panchina

Ma Allegri continuerà ad allenare altrove subito, o si prenderà un anno sabbatico? Il tecnico spiega le sue intenzioni: "La mia voglia? Indipendentemente dalla possibilità di allenare faccio valutazioni sulla squadra e da lì mi viene la voglia di allenare. Se non sono convinto di quello che ho a disposizione… tutti gli anni cercavo di capire se mancava qualcosa, facendo magari giocare in modo diverso, spostando giocatori. Se non mi diverto non alleno perché non sono abitudinario. Se non sono me stesso difficilmente posso fare un buon lavoro".

Cosa è successo nel vertice tra Allegri e la dirigenza della Juventus

Quando è cambiata la posizione di Allegri alla Juventus? Il tecnico racconta il vertice con la società: Dopo l'Ajax ho parlato con il presidente e c'era la volontà di andare avanti. Poi nell'ultimo mese e mezzo le cose sono cambiate, le cose nascono in un modo come la riunione che abbiamo fatto tutti insieme. Non abbiamo parlato di contratti o giocatori perché come dice Pavel è una squadra difficile da migliorare, ma lì ho capito che per il bene della Juventus era giusto finire. Il presidente ha preso questa decisione perché ad ottobre ci saremmo potuti trovare in problematiche difficili. Venerdì mattina mi è stato comunicato ciò, ma non mi chiedo il perchè. Giovedì sera sapevo di non essere più l'allenatore della Juve dopo la riunione, ma non me l'avevano detto