L’attesa per la partita dell’anno non solo per i tifosi delle rispettive squadre ma per tutti gli appassionati del football sta finalmente per giungere al termine. Questa sera, infatti, al Millennium Stadium di Cardiff scopriremo chi, fra Juventus e Real Madrid, avrà meritato questa edizione della Champions League 2016/17. Fra i tanti temi della contesa però, vediamo come giocano entrambe le squadre analizzando tutti i numeri e le cifre statistiche fatte registrare in stagione dalle due compagini che stasera si contenderanno la famosa, mitica, epica, leggendaria “coppa dalle grandi orecchie” entrando poi, di diritto, nell’aristocrazia, nell’Olimpo del pallone. La Juve per la terza, il Real per la dodicesima, la storia è oggi.

Qui Juve, una stagione da incorniciare

Al netto di quello che è a tutti gli effetti l’appuntamento con la storia, l’impegno più importante dell’anno nonché la vendetta della finalissima di Amsterdam del 1998 persa proprio coi Blancos per una rete dell’ex viola Mijatovic, la Juventus ha vissuto una stagione trionfale. Pur perdendo in estate un campione assoluto del calibro di Pogba, infatti, la “Vecchia Signora” ha saputo costruire una squadra di altissimo livello con i chirurgici inserimenti di Pjanic, Higuain e Dani Alves nei rodati meccanismi bianconeri.

Meccanismi che, con ben 29 vittorie totali, 4 pareggi, 5 sconfitte (nessuna fra le mura amiche dello JStadium) ed una media punti di 2.4 ha riportato a Torino lo scudetto, il sesto consecutivo dal 2011/12. In più, al 33esimo titolo della storia juventina si affianca il terzo trionfo in fila (mai nessun club nostrano aveva vinto tre manifestazioni successive), dopo quelli con Lazio e Milan, in Coppa Italia col successo del 17 maggio a Roma contro la Lazio. Un double straordinario che restituisce la portata di un’annata straordinaria e che, proprio stasera, Real permettendo, potrebbe divenire epica con un Triplete eccezionale.

L’ormai usuale modulo della Juventus basato sul 4–2–3–1 (whoscored.com)
in foto: L’ormai usuale modulo della Juventus basato sul 4–2–3–1 (whoscored.com)

Il sistema di gioco, Allegri da gestore a prestigiatore

L’annata 2016/17 passerà alla storia non tanto e non solo per i risultati raggiunti dalla Juventus ma anche per la grande intelligenza tattica dimostrata dal tecnico Allegri. L’ex Milan, infatti, dopo 2 anni nei quali non c’erano state grossissime novità nell’impianto di gioco installato tempo prima da Conte, ha rifondato tutto rivoluzionando il modo di intendere il calcio dei suoi con uno spartito variegato e diverso gara per gara. Tramontata l’ipotesi iniziale di Allegri che ambiva ad inserire la difesa a quattro ed il trequartista (modulo impiegato soprattutto durante la prima annata a Torino), l’ex Milan ha deciso di rinverdire il 3-5-2 delle ultime stagioni (utilizzato 78 volte in 3 anni) con il vincente 4-2-3-1, chiave di volta anche in Europa, il 4-3-3 “just in time”, il 4-3-2-1 e, nelle ultime sfide continentali, il 3-4-2-1.

Il possibile schieramento della Juve contro il Real col 3–4–2–1 (transfermarkt.com)
in foto: Il possibile schieramento della Juve contro il Real col 3–4–2–1 (transfermarkt.com)

Modulo, questo, che con tutta probabilità vedremo oggi a Cardiff per esaltare la solidità difensiva della BBC (Barzagli, Bonucci e Chiellini), dare ampio spazio sulle corsie ai carioca Dani Alves e Alex Sandro e sfruttare al meglio le potenzialità offensive dei vari Dybala, Mandzukic e Higuain, col colombiano Cuadrado pronto a subentrare e spaccare la difesa madrilena. Insomma, da gestore di uomini il “Conte Max” è diventato un creativo di primo livello, un prestigiatore inebriante.

La difesa bianconera nella gara di ritorno contro il Barcellona. Nell’immagine il numero degli intercetti in fase passiva (whoscored.com)
in foto: La difesa bianconera nella gara di ritorno contro il Barcellona. Nell’immagine il numero degli intercetti in fase passiva (whoscored.com)

Difesa, l’arma in più

“La miglior difesa è l’attacco”. Questo, l’antico adagio vissuto come un mantra da tanti club che hanno fatto la storia del calcio. Un mantra però, non pienamente condiviso dalla compagine piemontese capace invece di portare a casa il risultato fondando il proprio successo sull’impermeabilità difensiva. Una capacità di schermare bene la propria porta che parte dall’attacco con gli esterni larghi e la punta a fare il primo pressing e si concretizza con la forza del centrocampo e la vigoria della difesa.

Vigore ben caratterizzato dai numeri che vedono la Juve per la sesta volta consecutiva laurearsi miglior difesa della Serie A (27 reti subite), con 18 clean sheet nella massima serie, 2 tiri bloccati di media, il 55% dei duelli aerei vinti e 14 passaggi intercettati a partita oltre che la compagine con meno parate di tutte (88). Un rendimento però non limitato solo al Bel Paese, con numeri simili anche in Europa dove forse la Juventus fa anche meglio con sole 3 reti al passivo (tutte da palla inattiva) in 12 gare, 9 match senza subire reti, una media di gol incassati dello 0.25 a partita (il 2% dei tiri verso la porta) e 13 trame offensive interrotte di media.

Qui Real, il triplete è già in bacheca

Se la Juve esulta per il raggiungimento, almeno finora, del double, il Real ha vissuto ugualmente una stagione, fatta eccezione per l’eliminazione dalla Coppa del Re per mano del Celta Vigo ai quarti di finale, da ricordare. E sì perché la compagine madrilena, per il resto, ha fatto man bassa di trofei mettendo in bacheca altre coppe e arricchendo il già vasto, smisurato palmares del Santiago Bernabeu che ospita al suo interno ben 87 titoli, fra nazionali ed internazionali.

Prima, infatti, è arrivata la Supercoppa UEFA vinta ad agosto contro il Siviglia, poi la Coppa del Mondo per club contro America e Kashima Antlers e, di seguito, il 33esimo campionato spagnolo della storia (che mancava dalla stagione 2011/12) al termine di una volata a due col Barcellona di Luis Enrique fino alla finalissima, la 15esima della storia, di Cardiff. Un rendimento stellare, straordinario con tantissimi alti e pochi bassi ormai marchio di fabbrica del costante Real versione Zidane. Un Real in grado, col francese in panca, di conoscere la sconfitta, in 1 anno e mezzo, solo 7 volte (65, vittorie e 14 pareggi) in 86 sfide globali.

L’usuale modulo del Real di Zidane (transfermarkt.com)
in foto: L’usuale modulo del Real di Zidane (transfermarkt.com)

4-3-3, l’identikit del Real

Dal punto di vista meramente numerico il Real Madrid di Zidane appare decisamente prevedibile. Il tecnico francese, infatti, è restio a cambiare il suo modello di gioco basato sul 4-3-3 con pochissime occasioni nelle quali i Galacticos sono scesi sul rettangolo verde con una impostazione differente (una sola volta col 4-2-1-3, una col 4-4-2 e quattro col 4-3-1-2).

I cross generati dal Real nella semifinale contro l’Atletico Madrid (whoscored.com)
in foto: I cross generati dal Real nella semifinale contro l’Atletico Madrid (whoscored.com)

Un sistema ben collaudato, che predilige il palleggio il fraseggio intenso ma che si compie sulle corsie laterali con il 72% delle azioni offensive provenienti proprio dalle catene di destra (Carvajal/Bale) e di sinistra (Marcelo/Cristiano Ronaldo). Eppure, per la sfida di stasera Zizou potrebbe giocare, con un coup de théâtre, un brutto scherzo alla sua ex squadra inserendo al posto di Bale Isco sulla trequarti e quindi disponendo il suo collettivo con un più coperto 4-3-1-2, con il quale, peraltro, la compagine spagnola in stagione ha perso una sola volta nel 2-1 contro l’Atletico Madrid nel ritorno delle recenti semifinali di Champions.

https://www.youtube.com/watch?v=-pfiv3EjkPw

Attacco stellare: sono 169 i gol in stagione

Al netto delle difficoltà in attacco riscontrate dal Pallone d’Oro Cristiano Ronaldo in Champions da fine settembre a marzo, il Real Madrid è un’autentica macchina da guerra in attacco. Una macchina a trazione anteriore che vede spesso, solo per fare un esempio, Marcelo così alto da essere quasi l’alter ego di CR7 sulla corsia mancina. Una macchina perfetta capace di siglare, in stagione, qualcosa come 169 gol in 59 gare totali con una paurosa media di quasi 3 reti a partita. Uno score davvero impressionante che serve a far capire la portata della forza d’urto madrilena in grado, in questa sua abbondanza di reti, di portare col suo gioco frizzante, qualitativo, intenso e di squadra ben 6 uomini in doppia cifra con, su tutti, CR7 a quota 40, Morata a 20, Benzema a 19, l’incursore perfetto Sergio Ramos a 10 oltre che Isco e James Rodriguez a 11.

Zone di gioco di Juve e Real (whoscored.com)
in foto: Zone di gioco di Juve e Real (whoscored.com)

Zone calde del match: centrocampo e corsie laterali

Dopo questa scorpacciata di informazioni e statistiche il tema della partita è piuttosto chiaro: attacco contro difesa, CR7 contro Buffon ma soprattutto due stili di gioco differenti a confronto. Da un lato, infatti, una squadra intelligente, razionale, cinica ed efficace, dall’altro una corazzata vigorosa, letale, estemporanea ma che concede qualcosa in fase difensiva. Juve contro Real però, è anche la sfida fra dei reparti che si equivalgono, ad esempio i rispettivi centrocampi, e due parti del campo totalmente agli antipodi: meglio i bianconeri in fase passiva, nettamente più pericolosi i Blancos.

Il volume di gioco prodotto dalle compagini sulle varie corsie offensive (whoscored.com)
in foto: Il volume di gioco prodotto dalle compagini sulle varie corsie offensive (whoscored.com)

Eppure, la contesa potrebbe decidersi soprattutto in mezzo al campo con entrambi i club che concentrano le proprie azioni sulla metà campo e sulle corsie laterali, dove, indifferentemente a destra e a sinistra si sviluppa, senza troppi squilibri (75% Juve, 72% Real), la manovra delle formazioni impegnate sabato a Cardiff. Al di là dei lampi di genio e dei colpi spesso risolutivi che potrebbero esserci, i duelli chiave del match saranno di sicuro quello fra gli ex compagni di squadra Higuain e Sergio Ramos, fra i balcanici Modric e Pjanic, fra i carioca Dani Alves e Marcelo, fra Carvajal e Alex Sandro e CR7 contro l’intera BBC. Una serie di uno contro uno spettacolari che nobiliteranno la partita dell’anno e ci diranno, alla fine dei giochi, chi avrà meritato la Champions League 2016/17.