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Jovetic a Roma: “Io erede di Totti? Sono onorato”

Jo Jo nella Capitale con il Manchester per la sfida di Champions dell’Olimpico. Senza Aguero il manager Pellegrino punta sul montenegrino: “Due anni fa sono stato vicino alla Roma, esisteva una possibilità concreta ma poi ho firmato per il City…”
A cura di Maurizio De Santis
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Jo Jo è tornato in Italia. A Roma, ma da avversario in Champions… e già perché Jovetic, ex della Fiorentina volato al Manchester City, è stato spesso accostato alle squadre italiane. Juventus, Roma, Inter i club che a ogni stormir di fronda, a ridosso delle trattative di mercato, lo hanno messo sul taccuino nella speranza che gli inglesi ne concedessero il prestito, complice anche il periodo d'ambientamento difficile del montenegrino. All'Olimpico è (quasi) di casa… coi viola ha reso visita ai giallorossi tante volte ma c'è chi pensa che possa essere proprio lui l'erede di Totti. Anzi, è stato lo stesso capitano della ‘magica' a indicarlo come tale. Lui, intanto, incassa i complimenti e sorride. In conferenza stampa è accanto al manager Pellegrini e sa che, anche a causa dell'emergenza assenze (il ‘Kun' Aguero è fuori combattimento e lo sarà per quattro, sei settimane circa racconta Pellegrini), i riflettori saranno tutti puntati su di lui.

Jo Jo sta al gioco e per smorzare la tensione rilancia: "Due anni fa sono stato vicino alla Roma, esisteva una possibilità concreta ma poi ho firmato per il City…". Lo avrebbe voluto anche la Juventus ma per i bianconeri pareggiare l'offerta dalla Premier e, al contempo, vincere la rivalità coi toscani (ricordate il caso Baggio?) si rivelò impresa ardua e misero il cuore in pace. Quanto alla Roma, il montenegrino aggiunge: "Le parole di Totti mi rendono felice, sono onorato. So che a Roma troveremo uno stadio pieno, un ambiente molto carico e questo renderà più bella la partita. All'Olimpico ho già segnato… spero di ripetermi". Pure Adem è passato per la Fiorentina ma con alterne vicende: "E poi c'è Ljajic, mio grande amico. Credo sia uno dei più grandi calciatori che giocano in Italia. E' esploso troppo tardi rispetto alle sue potenzialità".

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