Farà il commentatore sportivo ‘sub judice': Josè Mourinho non potrà infatti parlare del Manchester United, suo ultimo club con cui si è lasciato a dir poco malamente. Dai red devils ha ricevuto il benservito e poi la buonuscita per risolvere definitivamente il contratto. Si parla di circa 15 milioni di euro, ma con un divieto: nessun commento sui rossi di Manchester. E così, lo Special One ha compensato parlando di un'altra società in cui ha scritto la storia, l'Inter.

Ovviamente, l'argomento principe è stato il Triplete, l'anno di grazia 2010, quando i nerazzurri hanno colto l'apice della loro storia sportiva vincendo in pochissime settimane Scudetto, Coppa Italia e Champions League. Un tripudio per un club che da anni arrivava da cocenti sofferenze e dopo il quale è tornato oggi nel semi anonimato. Ma per Mourinho quella avventura, ad oggi rappresenta ancora il fiore all'occhiello della sua carriera considerando la squadra del 2010 "la migliore che abbia mai allenato".

Quell'anno abbiamo vinto il campionato italiano con un numero straordinario di punti, abbiamo vinto la coppa nazionale e la Champions, giocando tre finali in 10 giorni

Il passato: il Triplete con l'Inter, il fiore all'occhiello

L'argomento è nato negli studi televisivi di Being Sport perché Josè Mourinho è merce preziosa per chi mastica di calcio ed averlo a disposizione per una intervista o come commentatore è sempre qualcosa di estremamente raro ed importante. Così, lo Special One si è soffermato sulla straordinaria cavalcata del 2010, ricordandone i momenti salienti e soprattutto il clima che si respirava in quel periodo a Milano. “La miglior squadra che io abbia mai allenato ad oggi è senza dubbio l'Inter, perché abbiamo vinto tutto. Devo essere oggettivo e rispettoso verso tutte, ma ovviamente scelgo la squadra che ha vinto tutte le competizioni a cui ha partecipato, che ha battuto le più grandi squadre del mondo: il Barcellona 3-1, il Bayern Monaco 2-0 nella finale di Champions League"

Il futuro: ai massimi livelli del calcio

Ricordi indelebili ma che fanno parte del passato. Per il futuro, invece, lo Special One resta misterioso. Nessuna dichiarazione, nessuna anticipazione se non la volontà di continuare, ai massimi livelli: "Non penso di tornare subito in panchina, di imparare molte più cose del calcio. Ritiro? No, la mia strada è ancora lunga. Dove sarò? Io appartengo al massimo livello del calcio, è lì che sarò“.